Dicono i catalani: la polizia è violenta… I Mossos rispondono: biglie d’acciaio e pietre su di noi… Ed è subito guerriglia

Manifestazioni violente a Barcellona, per la quinta notte consecutiva, sfociate in scontri durissimi proprio la sera di venerdì, quando per intensità, durata, violenza usata, hanno toccato l’apice soprattutto per colpa dei manifestanti, particolarmente scatenati. Tutto il movimento che vorrebbe la secessione della Catalogna, non accetta assolutamente la sentenza emessa dalla Corte suprema spagnola contro i leader della rivolta, e soprattutto i giovani hanno individuato nella polizia l’obiettivo del loro malcontento, con le conseguenze che è chiaro comprendere. I più violenti sono arrivati a circondare il quartier generale della polizia nazionale, dove hanno lanciato oggetti, eretto barricate e bruciato un container. Verso sera, la protesta si è spostata al centro, dove la polizia antisommossa dei Mossos ha utilizzato addirittura un carro armato con uno speciale cannone ad acqua usato per disperdere la folla. Almeno tre i poliziotti feriti.

Come detto, la folla compatta ha confermato questo venerdì a Barcellona il fermo rifiuto della sentenza della Corte Suprema contro i leader del processo di indipendenza della regione. I catalani lo hanno fatto con una massiccia concentrazione, parallelamente a uno sciopero generale che ha ridotto drasticamente l’accesso alla città per gran parte della giornata. Una manifestazione, bisogna dire, assolutamente pacifica.

Ma la violenza, implacabile, è poi arrivata, di nuovo, offuscando un’altra giornata di delirio a Barcellona. L’appello alla calma del presidente della regione spagnola e della sindaca della città, Ada Colau, non sembrano aver sortito questo grande effetto, se si contano 89 feriti degni di ricovero ospedaliero e almeno 400 contusi. Senza voler citare i 150 arresti effettuati dalle forze dell’ordine.  Le parole di Quin Torra, presidente della Catalogna, sono state: “Nessuna forma di violenza ci rappresenta e rappresenta l’esercizio della democrazia e della libertà […] ma la causa della libertà è inarrestabile e andremo fino a dove il popolo della Catalogna vorrà andare.” Torra ha poi lanciato un appello al presidente Sanchez affinché fissi un appuntamento per aprire un tavolo di negoziati che parta senza condizioni pregresse inaccettabili. Intanto, interi quartieri di Barcellona, sembrano essere stati attraversati da una sorta di tempesta, con vetrine infrante, detriti sparsi ovunque, auto bruciate, e ancora sabato sera c’erano focolai di scontri in varie zone della città. Ada Colau ha detto: “Bisogna fermarsi, Barcellona non merita questo scempio”, dimenticando forse di essere lei una delle voci che fino ad ora ha collaborato per mantenere alto il livello della tensione.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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