Difesa – Pensioni Forze Armate e Polizia, Deidda, Ferro e Galantino (FdI): l’INPS riconosca quanto dovuto ai lavoratori del comparto difesa

I deputati di Deidda, Ferro e Galantino presentano un’interrogazione a sostegno delle Forze Armate e di Polizia in merito al trattamento pensionistico

“Presenteremo un’interrogazione al Ministro del’Interno per capire perché l’INPS non tenga conto di quanto già riconosciuto da diverse sentenze dalla Corte dei Conti in merito al trattamento pensionistico della Forze Armate e di Polizia, ossia l’applicazione dell’articolo 54 anche per coloro che hanno maturato un sevizio utile compreso tra i 15 e i 20 anni. Ad oggi, infatti, troviamo ingiusto che l’unico modo per vedersi riconosciuto quanto già stabilito dalla legge, sia il ricorso per vie legali e quindi il pagamento di ulteriori somme di denaro. Facciamo appello al Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, affinché riconosca ai lavoratori del comparto Difesa quanto aspetta loro di diritto”, lo dichiarano i deputati di FdI, Salvatore Deidda, Wanda Ferro e Davide Galantino.

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Mario

Io sono Mario Capaccio nato a Napoli il 12 dicembre 1967, ex Miliare in riserva, ma in.pensione con il grado di 1° maresciallo.
Chiedo, possibilmente che venga discusa l’applicazione dell’art.54 in riferimento, per tutti quanti coloro entrati prima de 01/011996, in percentuale equa ripartita per gli anni prestati in.servizio fino tale data, spettante di diritto.
Inoltre se possibile venga discussa con i Capi di Stato Maggiore delle FF.AA e il Ministro della Difesa per il rispetto dell’Arma stessa, l”applicata legge del 14 novembre 1987 pubblicato in G.U. stesso mese e anno, del diritto per tutti i Militari fino al grado apicale del riconoscimento dei 6 scarti in buonuscita, e non che il riordino dei gradi che doveva essere un beneficio abbia portato svantaggi non solo per le penalità in sé, del personale piu’ anziano che si sono visti riconoscere un solo grado bensì due, spettantiGli per gli anni serviti verso la Stato e subendo
Non un beneficio, ma un abnorme svantaggio per un declassamento non meritato quindi penalizzati sia moralmente che economicamente.
Martedì 25 novembre 2020
Il Militare di Pace
Mario CAPACCIO

Rocco DICOSOLA

Forse l’interpellanza se è stata già fatta,è stata fatta al Ministro sbagliato o quantomeno doveva essere fatta a tutti i Ministeri competenti .Ministero della Difesa-Ministero della e soprattutto al Ministro del che è il solo sovraordinato all’INPS competente in materia.E’ assurdo quello che stà accadendo.In Italia non vi è un diritto certo.Sulla questione dell’art. 54 vi sono diverse interpetrazioni giuridiche da parte delle varie CdC territoriali Per fortuna le Sezione Centrali di Appello accolgono il ricorso (Ad eccezione di quella della Sicilia) e il povero cittadino deve spendere denaro facendo ricorso per farsi riconoscere quello che la legge già riconosce perchè bisogna dirlo la legge è molto chiara.Naturalmente le tre Sezioni Centrali di Roma sono tutte e tre favorevoli all’accoglimento dei ricorsi ma nonostante questo l’INPS propone sempre Appello ed inevitabilmente è costretta a pagare le spese di giudizio,l’avvocato del ricorrente.-Forse per ogni giudizio tra 1 grado ed Appello le spese per l’INPS si aggirano vicino ai 10.000 euro che naturalmente sono sempre soldi di noi cittadini.Ma io mi chiedo se le Tre Sezioni di Appello oramai accolgono tutti i ricorsi ma perchè non interviene la politica o meglio il Ministro del .Non vado oltre mi fermo qua.ASSURDO

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