Difesa, Rauti chiude alla leva obbligatoria: “Occorrono misure strategiche”

Porte chiuse alla Lega per la sua proposta di reintroduzione del servizio militare obbligatorio per sei mesi. Il no alla proposta è arrivata da Isabella Rauti, sottosegretario di Stato alla Difesa, che ha dichiarato all'Adnkronos di non condividere la scelta “perché abbiamo unità professionali ben addestrate ed equipaggiate, già a livello internazionale, non c'è quindi arretratezza, certo serve investire, ma una proposta come questa rischia addirittura di distogliere risorse che così verrebbero investite altrove”.

La senatrice di Fratelli d'Italia ha inoltre sottolineato come la proposta della Lega, che – dice – “conosco per quanto letto sulla stampa”, possa far passare nel dibattito pubblico un messaggio sbagliato: “Non vorrei si pensasse – ha spiegato – che si punta a questo perché serve un reclutamento di massa, abbiamo già Macron che ha lanciato l'allarme in questa direzione e noi abbiamo chiarito che non c'è questo bisogno”. Rauti ha poi ribadito che “la competenza è in capo al

 ministro Crosetto, che conosce benissimo la materia” e che “riproporre un modello superato e costoso non supporterebbe le forze armate“.

Piuttosto, secondo il sottosegretario, davanti a un “momento di instabilità crescente”, occorrono “scelte strategiche, serve piuttosto dotarsi di competenze alte, e serve professionalizzare ancor di più le forze armate”. Un obiettivo che invece non si raggiungerà mai con i sei mesi di leva obbligatoria: “Noi – ha detto – stiamo reclutando professionisti, persone con formazione adeguata sulle nuove tecnologie, con profili adeguati per settore spazio e cyber, e anche per i domini sottomarini, per cavi e gasdotti, ma anche per le sfide in ambito cognitivo”. Dunque l'Italia e il stanno lavorando per una maggiore specializzazione delle forze militari, anche in ottica europea: “Andiamo – ha aggiunto – verso l'integrazione delle interforze militari, ci stiamo occupando della Difesa europea, abbiamo avviato la riconfigurazione dello strumento militare, abbiamo dato vita a bandi per reclutare alta specializzazione, cercando di rendere il ‘mondo militare' più attrattivo. Anche per questo la proposta – ha concluso Rauti – non risponde alle reali esigenze della Difesa, al di là delle intenzioni”.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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