Discriminazione vaccinale tra gli studenti, bocciata la mozione di Fratelli d’Italia. Speranzon-Razzolini (FdI): “Disparità, errore da non ripetere in futuro”

È stata bocciata – con i voti favorevoli del solo gruppo di Fratelli d’Italia, l’astensione dei gruppi di maggioranza e il voto contrario delle opposizioni – la mozione presentata in consiglio regionale dal gruppo di Fratelli d’Italia contro la discriminazione tra studenti vaccinati e non vaccinati.
La mozione era stata presentata ad inizio febbraio, poi rivista in questi giorni a seguito delle novità normative: “Abbiamo mantenuto e riformulato la mozione perché riteniamo che il sistema attuato nei mesi scorsi non sia stato efficace e che quindi non debba più essere riproposto in futuro”, commenta il consigliere Tommaso Razzolini, estensore e primo firmatario della mozione. “Non riteniamo corretto che i bambini vengano discriminati sulla base delle scelte dei loro genitori; la scuola insegna l’uguaglianza e il rispetto, non può dare spazio a differenziazioni di questo tipo. Non solo la scuola: anche lo sport, che è palestra per il fisico e per la socialità, ha risentito in maniera pesante di queste differenze, causando in alcuni casi l’abbandono delle attività sportive da parte dei più giovani con conseguenti ricadute sul piano fisico, psicologico e sociale”.
Convinto della bontà della proposta anche il capogruppo Raffaele Speranzon, intervenuto nel corso del dibattito in aula per replicare alle accuse dell’opposizione: “Noi siamo favorevoli al vaccino, ma i risultati scientifici dimostrano l’inefficacia delle vaccinazioni tra i bambini per interrompere il contagio. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità, quindi ufficiali, pubblici e consultabili, indicano come bambini vaccinati e non vaccinati abbiano sostanzialmente la stessa probabilità di contagiare e di contagiarsi. Riteniamo quindi che almeno i più piccoli non debbano più essere penalizzati, ed è quello che chiedevamo con la mozione di oggi: evitare che questa discriminazione possa ripetersi in futuro”.

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