Dissesto idrogeologico, Rampelli (VPC-FDI): indispensabile piano di sostituzione edilizia, via dai fiumi e dalle coste

“Sono ormai decenni che ci battiamo per un gigantesco piano di demolizione e ricostruzione edilizia, per liberare fiumi e coste dalla cementificazione selvaggia che ha travolto il territorio italiano rendendolo ancora più fragile. Oggi, con i cambiamenti climatici, la mancanza di manutenzione e la penuria di risorse economiche trasferite ai Comuni e con lo smantellamento della Forestale, ci troviamo davanti a un’emergenza senza precedenti che rende l’Italia la nazione dell’Ue con maggiore rischio idrogeologico. Il Recovery Fund, almeno nella relazione che ci è stata trasmessa alle Camere, parla molto di green economy con ampio spazio dedicato all’energia. Il dissesto idrogeologico è appena accennato. Occorre precisare che, se s’intende fare le cose sul serio e in questa direzione occorre arrestare l’ennesima crociata demagogica di certo ambientalismo salottiero per il ‘consumo di suolo zero’. Per delocalizzare le cubature e liberare corsi d’acqua e coste il territorio scadente va trasformato, altrimenti si fanno solo petizioni di principio e non s’interviene mai sulle aberrazioni cumulate negli anni della speculazione selvaggia e dell’inurbamento”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo ad Agorà sul dissesto idrogelogico.

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