Dl Bollette. Calandrini (FdI): norma su quarta cessione non sblocca il mercato, va cambiata

“La quarta cessione per i crediti d’imposta dovuti a bonus, così come concepita nel DL Bollette, è destinata a restare solo su carta senza apportare alcun beneficio concreto. La norma infatti prevede che le banche possano operare una quarta cessione del credito solo ed esclusivamente ai loro correntisti che volessero usare l’importo in compensazione con le imposte da pagare. Doveva servire alle banche per svuotare il loro magazzino di crediti accumulati e permettere così di sbloccare il mercato dei crediti. Ma così come scritta, è destinata a fallire perché si applica solo per i crediti maturati a partire dal 1 maggio 2022 e non per quelli già in essere. In pratica le banche non potranno cedere crediti che sono già nelle loro disponibilità al 30 aprile 2022. Non potendo cedere i crediti già accumulati, gli istituti finanziari non saranno in grado neppure di acquistarne di nuovi (avendo esaurito i relativi plafond), pertanto il mercato è destinato a non ripartire con le conseguenze che ricadranno sul settore dell’edilizia e su quanti contavano sulla cessione dei crediti per poter usufruire del Superbonus o di altri ‘bonus minori’. Fatta in questo modo, la disposizione non risolve alcun problema. Fratelli d’Italia si impegnerà a cambiarla alla prima occasione utile. Il Governo e la maggioranza hanno dimostrato ancora una volta di voler aiutare il Paese solo a parole, perché poi di fatto continuano a produrre norme che non portano a reali cambiamenti ma lasciano tutto immutato”.

Lo dichiara il senatore Nicola Calandrini, capogruppo di Fratelli d’Italia nella V Commissione Bilancio.

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