Donne sempre

La ricorrenza dell'8 marzo è considerata un giorno speciale per le donne. Una festa che in molte trascorrono facendosi gli auguri a vicenda e sventolando fiere mazzetti di mimose come se fossero simboli rivendicativi di una parità che non c'è e che non ci sarà mai, perché uomo e donna sono e saranno sempre diversi. Ed è proprio questa diversità, ovviamente biologica ma anche spirituale e di mentalità e prospettiva la vera ricchezza di cui si deve prendere coscienza se si vuole costruire una società realmente giusta: la diversità e il confronto che ne consegue, infatti, rappresentano lo spunto e lo stimolo a migliorare, completandosi, il mondo circostante.

Dunque non donne contro uomini, ma donne insieme agli uomini. Ecco perché è certamente sacrosanto difendere le donne e i loro diritti, ma occorre farlo senza scadere negli eccessi di un femminismo che è solo o quasi di facciata, perché si traduce fin troppo spesso in rivendicazioni tanto superficiali da rasentare il ridicolo. O in pretese di presunta superiorità, che assumono paradossalmente la forma degli atteggiamenti che si pretende di combattere.

Un femminismo, questo, ideologico ed oltretutto a corrente alternata, valido cioè solo quando si rivolge a quante sono schierate dalla stessa parte di chi lo porta avanti. Ovvero a sinistra. Di esempi di questo tipo di atteggiamento ne abbiamo purtroppo più di qualcuno, soprattutto da quando – ed è paradossale – una donna è diventata presidente del Consiglio dei ministri. Non una donna qualunque. Una donna di destra.

E non va dimenticato che insieme a lei tante altre donne hanno raggiunto posizioni di rilievo istituzionale. Tutte loro si sono impegnate, hanno studiato, hanno fatto senza chiedere nulla in cambio. Senza pretendere posizioni di favore in quanto donne. Senza, cioè, rivendicare “quote rosa”, odiosa definizione che pare certificare l'incapacità di ottenere risultati di rilievo senza aiutini legati all'appartenenza al genere femminile.

Per loro essere donne significa affermarsi in forza dell'esperienza maturata e delle proprie capacità, superare le difficoltà che pure incontrano in un mondo che è tutt'altro che facile, anche facendo in molti casi parecchio in più degli uomini per ottenere qualcosa. Perché anche a destra non è tutto rose e fiori e i problemi per le donne non mancano. Però li si affronta e li si supera con l'impegno quotidiano e militante, senza paura. E alla fine i risultati si ottengono eccome.

Le donne di destra di oggi, va ricordato, si inseriscono in una lunga storia, una progressione che ha saputo e voluto infrangere vari tabù antifemminili passando attraverso diverse fasi, alcune anche molto difficili. Tutte loro dunque in qualche modo fanno parte di un percorso che le lega alle militanti di ieri. Perché è vero che la destra italiana – anche quella femminile – è un caleidoscopio frammentato di storie, identità e sensibilità diverse, ma è anche indiscutibile il fatto che se oggi si sono ottenuti risultati importanti lo si deve pure a chi c'è stato prima. Donne che hanno saputo e voluto, traguardo dopo traguardo, conquistarsi spazi sempre più ampi, culturalmente e politicamente. Ragazze e militanti che hanno saputo e voluto affermarsi grazie alle loro capacità, con merito e non per concessione al loro essere donne. Donne sempre e non solo l'8 marzo.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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