Dpcm. La Pietra (): nessun divieto per la caccia. Da blocco effetti pesanti su indotto economico e tutela territorio

“Il Dpcm dello scorso 3 novembre è molto chiaro e non sospende l’attività venatoria, che può essere praticata nell’ambito della propria ATC di iscrizione, permettendo al cacciatore di spostarsi in Comuni diversi da quello di residenza. E’ importante ribadirlo perché non vorrei che stesse accadendo in altre Regioni d’Italia, quello che sta succedendo in Toscana dove di fatti la caccia è bloccata. Basterebbe leggere meglio il Dpcm, ed è l’invito che rivolgo in particolare al presidente della Regione Toscana Giani, per rendersi conto che non è necessaria alcuna deroga. Allo stesso tempo è assurda l’idea, ventilata, che per garantire l’esercizio dell’attività venatoria bisogna ridurre il numero delle persone appartenenti ad una squadra per la caccia al cinghiale, oppure impedire lo spostamento ai cacciatori. I cacciatori chiedono chiarezza, specie in questo che è un periodo di caccia. Impedirla si tradurrebbe in una perdita economica enorme per il territorio, se si considera l’indotto che ne deriva, ma anche impedirebbe il controllo e la riduzione della presenza di ungulati sul territorio. L’attività venatoria rappresenta un presidio essenziale per la sostenibilità ambientale della fauna selvatica e dell’ambiente e come tale non può essere impedita”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli Italia, Patrizio La Pietra, capogruppo in Commissione Agricoltura.

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