Emergenza Covid: in Abruzzo l’assessore rimette il camice e torna in corsia. La Pezzopane vuole la sua testa.

La Pezzopane, l’avevamo lasciata al ristorante cinese all’inizio della pandemia, mentre ci consigliava di mangiare involtini primavera. Poi più nulla, fino a pochi giorni fa quando ha annunciato che avrebbe presentato un’interrogazione al Ministro Speranza per “denunciare” una situazione che a suo dire avrebbe del vergognoso.

In Abruzzo, l’assessore regionale al bilancio Liris, medico epidemiologo, con l’esplosione dell’emergenza sanitaria ha sentito il dovere di rientrare in corsia.  Ha dunque avanzato richiesta di rintegro al direttore della Asl dell’Aquila e gli è stata accordata una collaborazione al 30 % del monte ore disponibile. il dott. Liris, dunque, il 2 aprile ha preso servizio, indossando di nuovo il camice bianco.

A questo gesto di altruismo, incredibilmente, sono seguite velenose polemiche del partito democratico abruzzese, che ha inscenato una commedia in tre atti.

Primo atto:

Il partito territoriale ha indicato a sospetto l’attività dell’assessore Liris, contestando una pretesa incompatibilità tra la carica di assessore regionale e quella di dirigente medico in forze alla Asl dell’Aquila, ai sensi del d.lgs. 165/2001. Così, strumentalmente, ha chiesto al presidente della regione Abruzzo Marsilio di disporre la decadenza di Liris dalla carica.

Secondo atto:

Entra in scena la Pezzopane, la quale ancora indaffarata con le bacchette e il riso alla cantonese, “nientepopodimeno” tuona che presenterà una interrogazione al Ministro della Sanità, chiedendo di acquisire tutti gli atti dalla Asl di competenza, affermando che il Dott. Liris non farebbe attività di corsia a sostegno dei pazienti, ma semplice attività  amministrativa, dunque superflua. Adombra infine non meglio specificata “complicità” tra il Governatore Marsilio, il Sindaco dell’Aquila Biondi e l’Assessore in parola, tutti rei di appartenere a Fratelli d’Italia, chiosando spavalda che i tre non possono certo ignorare le disposizioni del decreto legislativo sul pubblico impiego che stabilirebbe l’incompatibilità tra la carica assessorile e quella di dirigente medico.

Ebbene, prima di affrontare il terzo ed ultimo atto, corre l’obbligo di mettere un po’ d’ordine in questa che si è rivelata essere, più che una commedia, un dramma dell’assurdo.

Dunque, Liris è medico con specializzazione in igiene e prevenzione e con una solida formazione nel management sanitario, in forze alla Asl dell’Aquila. Eletto consigliere Regionale, il Governatore Marsilio gli conferisce le deleghe al bilancio regionale,  ne deriva la perdita dello scranno consiliare e il subentro al consiglio del primo dei consiglieri non eletti.

Si scatena la pandemia, una delle più  terribili disgrazie dal dopoguerra ad oggi. Mancano presidi sanitari, ventilatori, posti in terapia intensiva, i medici sono pochi, spesso assegnati ai reparti Covid anche senza avere specializzazione specifica.

In questo quadro, l’assessore Liris sente la necessità di tornare in corsia, chiede al direttore della ASL di reimmetterlo in organico anche se part time, per seguitare a svolgere anche le proprie mansioni non meno importanti e necessarie di assessore al bilancio e il direttore con riconoscenza accetta la disponibilità. Esplicita poi che il proprio apporto alla causa deve essere considerato volontario, senza alcun compenso.

Terzo atto:

Eccoci al terzo atto, che si snoda sulla scia delle figure barbine inanellate, perché in tutto ciò il PD, per il tramite della Pezzopane, non torva di meglio da fare che denunciare l’assessore solo perché intende la professione medica come una missione e si mette a disposizione della collettività gratuitamente. Dal territorio approfittano della situazione per chiedere delle strumentali e infondate dimissioni, scomodano l’aula parlamentare per questa piccineria al mero fine di speculare sulla comunicazione politica (almeno per la deputata abruzzese rimasta arenata a quella comparsata al ristorante cinese del marzo scorso), questo mentre nel Lazio il loro segretario Zingaretti si fa fregare 11 milioni di euro di anticipo per delle mascherine mai consegnate.  Poi denigrano il Dottore, affermando che non sarebbe un medico di corsia ma un semplice amministrativo. Ebbene, Liris è un epidemiologo, che gestisce il rischio di contagio, i posti letto i percorsi sporco pulito, lo fa per professione, lo faceva prima, e serve a maggior ragione che lo faccia oggi. Sulle accuse pretestuose di ignoranza della Legge, poi, domanderemmo alla Pezzopane se ha letto la norma che invoca con tanta sicumera, perché non è esplicitata una incompatibilità tra la carica assessorile in Regione e quella di dirigente medico e se, come ha fatto anche l’assessore Liris, avesse chiesto un parere legale le avrebbero risparmiato almeno questo scivolone. Solo sulla asserzione di complicità tra l’assessore, il Governatore Marsilio e il Sindaco Biondi – che si sono detti immediatamente orgogliosi del Dott. Liris e del suo impegno – possiamo trovarci d’accordo, perché nella solidarietà e nel senso del dovere, in Fratelli d’Italia si è in effetti tutti “complici”.

Sipario.

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