Emergenza granchio blu. De Carlo: “Milioni di euro dal Governo. Leggere i documenti aiuta a evitare figuracce”

“Se la consigliera Cestari avesse usato la stessa attenzione che ha avuto il Governo verso l'emergenza granchio blu, forse avrebbe visto i milioni di euro arrivati per contrastare il problema e forse saprebbe anche che la nomina del commissario non spetta al Ministro dell'Agricoltura ma a quello dell'Ambiente”: il senatore veneto Luca De Carlo, presidente della  IX Commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, replica così alle dichiarazioni della consigliera regionale del Veneto in occasione del primo anniversario dell'emergenza granchio blu.

“Su una cosa la consigliera ha ragione: non c'è nulla da festeggiare, e non c'è nulla da festeggiare nonostante il pronto e attento intervento del Governo di fronte a un problema di cui nessuno si era accorto fino alla sua esplosione, e questo apre molte domande sui sistemi di monitoraggio locali”, sottolinea De Carlo. “Un'attenzione che si è concentrata sul Polesine grazie alla costante attenzione del Governo e anche grazie agli emendamenti al DL Agricoltura, e non solo, che ho personalmente presentato: penso proprio all'istituzione del commissario e del fondo da 10 milioni di euro a sua disposizione, o allo stanziamento di 12 milioni di euro a favore delle imprese della pesca e dell'acquacoltura per gli interventi di cattura e smaltimento del granchio blu, provvedimenti che mi hanno visto relatore; penso al primo stanziamento di quasi 3 milioni di euro dell'agosto 2023, ai quali con un mio emendamento furono aggiunti ulteriori 500mila euro per l'esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Una mia proposta è anche quella che finalmente equipara le imprese della pesca e dell'acquacoltura a quelle agricole, permettendo loro l'accesso agli indennizzi del Fondo di solidarietà per ottenere non solo l'erogazione di indennizzi, ma anche la moratoria dei mutui e finanziamenti; non si possono poi dimenticare i 10 milioni di euro del Fondo filiere che il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste a novembre 2023 ha destinato alle imprese della pesca e dell'acquacoltura per le attività di ripopolamento e semina per compensare le perdite di settore e per l'acquisto di strutture fisse e mobili per la protezione degli allevamenti di mitili”.“Certo, le scartoffie e gli intoppi burocratici ci sono sempre e sarebbe meglio evitarli, come ben dovrebbe sapere un'amministratrice”, conclude De Carlo “ma da qui a dire che non si è fatto nulla, con slogan che dimostrano che non si sono neanche lette le carte, ce ne passa. Non si faccia bassa propaganda sulla pelle di migliaia di aziende, di famiglie, di lavoratori”.

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