Energia, Rampelli (VPC-FdI): Draghi se la prenda con lo Stato sprecone e non con i cittadini

“Il primo soggetto che dissipa le risorse energetiche si chiama Stato italiano. Draghi avrebbe dovuto fare autocritica, prendersela con i suoi ministri e con la pubblica amministrazione e non con i cittadini che usano i condizionatori. Studi statistici comparativi riferiscono che se lo Stato intervenisse sul risparmio e l’efficientamento energetico, potrebbe trovare il 25-30% in più di risorse e diminuire il nostro fabbisogno dall’estero”.

È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli intervenendo in discussione generale sulla conversione del decreto legge contenimento dei costi dell’energia elettrica.

“Basterebbe poco – ha aggiunto Rampelli – se il tema è quello del risparmio, sarebbe sufficiente che la pubblica amministrazione intervenisse sui consumi immediati con il principio del buon padre di famiglia, comprimendo quelli dei suoi uffici, efficientando le infrastrutture e le reti della distribuzione, vietando la produzione di apparecchi con funzione ‘stand by’. Oggi lo dicono tutti, ma lo dice da tempi non sospetti: la madre di tutte le battaglia è l’autosufficienza declinata in tutti i modi”.
“Quelli che oggi reclamano l’autosufficienza – ha osservato – sono gli stessi che ieri con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno bloccato le attività di ricerca degli idrocarburi: Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Sono gli stessi che hanno impedito che l’Italia sviluppasse risorse energetiche aggiuntive pari a 112miliardi di metri cubi all’anno. Sono quelli che non stanno facendo niente per togliere alla Francia l’utilizzo tramite la Total del nostro petrolio lucano, con surreali concessioni statali. Sono gli stessi che non riescono a utilizzare appieno l’energia idroelettrica, anzi, vorrebbero mettere a gara europea le nostre centrali, invece di statalizzarle e ri-captare l’acqua con delle pompe per farla scendere di nuovo e raddoppiare la produzione. I bacini sulle dighe potrebbero essere utilizzati come parchi fotovoltaici galleggianti a impatto zero”.
“Invece oggi ci troviamo di fronte all’assurdità che per superare l’emergenza energetica creiamo l’emergenza alimentare sottraendo campi agricoli alla produzione di cereali compromettendo tutta l’eccellenza delle nostra filiera enogastronomica oltre che il paesaggio. Questo decreto – ha concluso – dimostra tutto il limite della vostra proposta energetica. Una superficialità inaccettabile in una materia così strategica per i cittadini, le famiglie e le imprese”.

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