Energia, Rampelli (VPC-FdI): no al nucleare mignon. O fusione pulita o nulla

“A intervalli regolari si riaccende un dibattito surreale sul ritorno al nucleare. Il Ministro Cingolani preconizza i micro reattori modulari, come se diminuendo le proporzioni si possano risolvere i problemi della fissione atomica.
L’Italia prenda in mano la ricerca sulla fusione e ne acceleri la verifica di trasferimento degli esperimenti di laboratorio in campi civile e industriale. Visto che la Francia, attuale capofila, ha il conflitto di interessi dato dalla forte presenza di centrali alimentate con barre d’uranio.

L’Unione europea, dopo l’errore macroscopico di aver consentito l’accesso della Cina nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ponga ora il tema della conservazione degli attuali livelli di consumo e benessere, senza rincorrere l’utilità della crescita infinita. Nessuna nuova tecnologia sarebbe in grado di sostenerla senza far collassare il pianeta. Il tema non è legato alle attuali fonti fossili, ma a qualunque altra forma di produzione d’energia portata all’esasperazione. No alla decrescita, ma no contestualmente all’utilità dello sviluppo infinito.
È il modello di sviluppo turno globalista il problema del presente e del futuro”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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