Energia rinnovabile, Governo in fortissimo ritardo (ma non se ne accorge neppure)

Che l’Italia sia in piena Emergenza Energetica se ne sono oramai accorti oramai tutti, quello che invece pochi hanno compreso è che il Governo non ha ancora nessuna strategia, non sa con quali mezzi, costi e tempistiche.,

Parole forti buttate in libertà? Assolutamente no, proviamo a capire insieme il perché.

Cosa sentiamo pronunciare ogni giorno da Draghi e dai suoi Ministri?

Che l’Italia starebbe facendo importanti investimenti attraverso il PNRR.

Questa frase, ripetuta come un Mantra, tende a tranquillizzare gli italiani, è una sorta di “abbiamo investito tanto e ci lavoriamo da tempo”.

Peccato che poi nessuno domandi loro i dettagli (la cosa più probabile è che proprio non li conoscano), vanno di fretta e non hanno approfondito il tema che probabilmente condizionerà la vita di tutti noi nei prossimi mesi ed anni.

Nel dettaglio ci andiamo noi e lo facciamo in maniera semplice, partendo con la una calcolatrice ed una breve spiegazione per la differente terminologia comunemente adottata nel settore;

Le risorse complessive per il PNRR (Piano Nazionale di Riprese e Resilienza), fondi in gran parte a prestito che dovremo restituire durante i prossimi anni, ammontano a 222,1 Miliardi di Euro

Qui inizia la confusione governativa tra alcuni diversi termini che sono certamente altisonanti ma tra i quali va fatto un minimo di chiarezza;

1) NEXT GENERATION EU, strumento temporaneo di ripresa e rilancio economico europeo (per un valore complessivo superiore a 700 Miliardi di Euro), prevede fondi destinati anche all’Italia. Sono sei le voci che suddividono la spesa totale per quanto riguarda il nostro paese, uno di queste voci prevede PROGETTI GREEN (bellissima parola) per ben il 37% della spesa totale, ossia 59,7 Miliardi sui 222,1 a disposizione.

2) RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA, il pilastro di spesa per il quale l’Italia sta per spendere, come detto in precedenza, ben 59,7 Miliardi. Fondi quindi interamente destinati alla PRODUZIONE DI ENERGIA RINNOVABILE? Neppure per sogno, anche se nelle varie conferenze stampa, al parlare di Energia Rinnovabile, si citano gli investimenti per la Transizione Ecologica come se si trattasse di fondi per le “rinnovabili”.

3) ENERGIA RINNOVABILE. Eccoci al punto, finalmente. Dei 59,7 Miliardi disponibili per il GREEN (bellissima parola, come detto, parola che però ricomprende anche facciate, trasporti, riqualificazione territori etc etc) quanto va alla PRODUZIONE DI ENERGIA RINNOVABILE? Un solo miliardo di Euro, ossia lo 0,45% dell’intera cifra a disposizione, cifra così suddivisa, 500 Milioni per il Solare, 100 Milioni per l’Eolico e 500 per le Batterie.

Ricapitoliamo, l’italia è in piena emergenza per l’indisponibilità di fonti di approvvigionamento energetico, il Governo ci spiega che stanno investendo in maniera massiccia e poi, sfogliati i documenti scopriamo che tale massiccia spesa si quantifica ad un misero 0,45% di quanto reso disponibile dal PNRR.

Neppure nel recentissimo Decreto PNRR 2 dello scorso mese di giugno 2022 il Governo ha dimostrato di aver capito di non aver investito praticamente nulla nella produzione di energia da rinnovabili, l’unico nuovo intervento è infatti relativo alla parziale detassazione della quasi inesistente produzione di Idrogeno Liquido Verde (ossia derivante da fonti di energia rinnovabile) oltre ad un veloce passaggio tecnico sul gas da biomasse.

Nel titolo di questo articolo si parla di “ritardo”, va ora chiarito di quale gravissimo ritardo si stia macchiando il Governo dei Migliori.

Il settore dell’Energia Rinnovabile è in un periodo di vero e proprio Boom a livello mondiale, sia per il vantaggio economico (oltre che occupazionale) che lo stesso settore comporta sia per la crisi energetica derivante anche da quanto sta accadendo in Russia.

L’Energia Solare. così come l’Eolico ed il Settore Storage (delle grandi batterie per l’accumulo dell’Energia prodotta da fonti rinnovabili) ha bisogno, per poter essere operativo, di molto materiale, hardware tecnologico, pannelli solari, batterie, torri meteo, rilevatori, sensori, componenti già scarsissimi e pertanto di difficile reperimento.

Il Governo Italiano ha previsto la assegnazione del misero Miliardo di Euro di aiuti al settore dell’Energia Rinnovabile attraverso la propria Società operativa INVITALIA, l’Ente che vede al suo vertice Domenico Arcuri (nomina in scadenza).

INVITALIA ha poi lanciato una sorta di Bando, una richiesta di contributi da parte dei soggetti interessati basata su “progetti innovativi” ossia di IDEE.

In buona sostanza INVITALIA chiede ai potenziali beneficiari dei pochi fondi disponibili COME vorrebbero spendere gli stessi senza al contempo dare una linea programmatica.

Solo dopo la seconda settimana di Luglio 2022 sapremo quante aziende hanno proposto idee, e solo molto più avanti sapremo quali e quante di esse saranno accolte e chi le avrà valutate (e con quali competenze) ed eventualmente solo da quel momento i Direttori degli Acquisti delle aziende che hanno ottenuto un finanziamento potranno iniziare a cercare i fornitori in grado di produrre l’Hardware necessario per rendere operativi i progetti.

Sarà non solo troppo tardi, si sarà di fronte a tempi di consegna biblici per ogni componente necessaria visto che tutti gli altri paesi al mondo si saranno mossi con moltissimi mesi di anticipo.

Senza componentistica nulla si istalla e senza impianti nulla si produce e nulla si accumula e nel frattempo il mondo corre, i paesi concorrenti si avvantaggiano ed anche il prossimo inverno si avvicina con tutte le inefficienze che al momento solo noi sembriamo osservare.

Per concludere un piccolo aneddoto, spesso è dai piccoli segnali che si possono trarre alcune importanti considerazioni e ci sono segnali di trascuratezza, anche nei dettagli, che vorremmo umilmente segnalare.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) proprio nella propria pagina web nella quale spiega che si è stanziato un unico (e misero) Miliardo di Euro sui 222 disponibili al settore della produzione delle Energie Rinnovabili riporta testualmente che si spenderà parte di questi fondi per la produzione di PANNELLI FLESSIBILI PER L’EOLICO.

Si, abbiamo letto bene, pannelli flessibili per l’eolico (https://www.mise.gov.it/index.php/it/pnrr)

Questa sera tutti noi andremo a dormire con la curiosità circa la forma di questi pannelli flessibili che funzionano con il vento (evidentemente le vecchie pale eoliche sono già obsolete…) ma avremo comunque una certezza; quanto ci stanno raccontando non corrisponde al vero, nessun intervento serio nel settore delle rinnovabili è stato predisposto e nulla derivante dal settore delle energia rinnovabile potrà difenderci, questo inverno, dalla gravissima scarsità di Energia che dovremo affrontare.

2 Commenti

  1. Hola,me parece perfecto q sé invierta en energía renovable Ya q los paneles y bíomasa terminaría con un problema grave y con muy poco dinero .
    Aconsejo a cambiar la cabeza y pensar en el ciudadano a corto plazo .

  2. Bellissimo articolo basato sui dati e non su opinioni fatto da una persona competente. È bello vedere che la politica utilizzi risorse di questo livello per le proprie analisi e future scelte. Complimenti

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