Equo compenso. Schifone (FdI): Norma è primo paletto. Ora serve riforma organica del settore

“Quello dell’equo compenso è un principio di civiltà giuridica, che permetterà ai professionisti, specie ai giovani, di intraprendere la libera professione con fiducia e un percorso lavorativo che non punti al ribasso ma che valorizzi la dignità della proprietà intellettuale”. A dirlo la deputata Marta Schifone, capogruppo in Commissione per Fdl e presidente del Dipartimento nazionale professioni di Fratelli D’Italia in un’intervista al Dubbio.

“Dall’abrogazione dei minimi tariffari, voluta dal governo Monti, che affondava le sue radici nel decreto Bersani sulle liberalizzazioni del 2006, i professionisti italiani lottano senza soluzione di continuità con contrattazioni al ribasso che mortificano il svolto. Con questa riforma, invece, abbiamo piantato un paletto legislativo che poi può essere esteso e ampliato nel campo del mondo produttivo pubblico e privato per regolamentare i rapporti con gli operatori economici, convinti come siamo da tempo, che la concorrenza sregolata nel intellettuale, non può che evolvere in una inevitabile mancanza e perdita di qualità della prestazione. I professionisti sono i difensori degli italiani, difendono i loro diritti e salvaguardano i valori costituzionali che rappresentano: dalla alla salute, al risparmio, all’ambiente. Un professionista tutelato assicurerà sempre e comunque un cittadino garantito. Ma non ci fermeremo qui: lavoreremo ad una riforma organica e complessiva che il mondo delle professioni attende ormai da troppo tempo”, conclude.

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