ESCLUSIVO. Covid: ecco la Risoluzione del Centrodestra oggi al voto alla Camera.

Pubblichiamo la risoluzione presentata da tutto il centrodestra e che si voterà tra poche ore, ci sono oltre 20 punti con altrettante priorità e proposte puntuali per affrontare questa delicata fase. Tra queste: una serie di misure, dal trasporto pubblico al sistema sanitario, per recuperare i ritardi accumulati finora e scongiurare la prospettiva di un nuovo lockdown; garanzia dell'accredito diretto dei ristori sui conti correnti di tutti i lavoratori, anche autonomi, danneggiati dalle nuove limitazioni e l’assicurazione di un rimborso del 75% del fatturato mensile dichiarato nel 2019 per le imprese con meno di 50 dipendenti; intervento dello Stato a copertura dei costi fissi e stop alla logica dei bonus e ristori una tantum; potenziamento dell’assistenza domiciliare e dei servizi in favore degli anziani per consentire loro, su base volontaria, di limitare le occasioni di esposizione al rischio contagio.

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Risoluzione

sulle comunicazioni del presidente del Consiglio dei Ministri 2 novembre 2020

La Camera,

premesso che:

a partire dal 31 gennaio 2020, con la dichiarazione dello stato di emergenza, il Governo ha troncato ogni confronto con le forze di opposizione, cestinando sistematicamente le proposte che queste ultime hanno avanzato sotto forma di emendamenti, ordini del giorno e risoluzioni;
le misure di contenimento della pandemia da COVID-19, anche quelle più drastiche, che hanno inciso sulle libertà fondamentali degli italiani, sono state prese in maniera completamente autocratica, attraverso lo strumento del d.P.C.m., in pacchetti chiusi e immodificabili, annunciati alla stampa e solo dopo, tempo permettendo, alle camere parlamentari che, in questo modo, sono state totalmente private della possibilità di intervento;
i risultati di questa gestione accentrata e, sotto più profili, inadeguata, della situazione epidemiologica sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti;
il Governo ha fatto sinora fallire ogni possibilità di un collaborativo confronto con le opposizioni: al fallimento della Cabina di regia ipotizzata al tempo del decreto Cura Italia ha fatto seguito il mancato coinvolgimento delle opposizioni annunciato a gran voce nel corso degli Stati generali dell’economia dello scorso mese di giugno;
ora il Governo propone l’istituzione di una Commissione, presieduta da un Ministro e composta da parlamentari in modo paritetico, e, quindi, tale da non rispecchiare la reale rappresentatività delle singole forze politiche, del quale non si capisce né il ruolo né il potere decisionale e che appare assai discutibile anche sotto il profilo della costituzionalità;
si è già dato conto dei ritardi accumulati nel corso della prima ondata della pandemia, con il Governo che aveva in mano gli scenari sull’evoluzione della situazione epidemiologica e, ciononostante, ha passato l’intero mese di gennaio 2020 a convincere l’opinione pubblica che andava tutto bene, che non c’era nulla di cui preoccuparsi, per poi ritrovarsi del tutto impreparato il mese successivo, ad emergenza conclamata, senza mascherine, senza DPI e senza respiratori per le terapie intensive (l’abc delle dotazioni richieste in questi casi);
sempre con riferimento alla prima ondata dell’epidemia, si è denunciato più volte il carattere raffazzonato dei d.P.C.m. e delle misure di contenimento ivi contenute, spesso confuse, contraddittorie tra loro e difficilmente decifrabili, financo per le amministrazioni chiamate ad attuarle, come dimostra l’abuso di circolari e Faq a parziale integrazione o rettifica delle misure stesse;
durante la tregua estiva, quando il virus ha allentato la presa e vi erano tempi, modi e risorse per intervenire compiutamente, il Governo ha pensato bene di utilizzare il tempo a disposizione per smantellare i decreti sicurezza, agevolando gli arrivi irregolari nel nostro Paese che, in questo modo, sono aumentati fino a triplicare (27 mila arrivi in totale nel 2020 e, tra questi, l’attentatore di Nizza, sbarcato a Lampedusa il 20 settembre scorso);
sul fronte della sanità, dei trasporti, della scuola e di tutti gli altri settori in cui occorreva intervenire tempestivamente, invece, il Governo non ha fatto altro che accumulare ritardi su ritardi;
in tema di sanità, si registrano gravi ritardi da parte del Ministero competente e del Commissario straordinario, in primis, nell’attuazione dei piani presentati dalle regioni per il rafforzamento delle terapie intensive, ai sensi del di quanto previsto dall’articolo 2 decreto-legge rilancio;
i piani sono stati presentati dalle regioni nel rispetto delle scadenze prefissate, ma il bando per la loro attuazione è stato pubblicato dal Commissario straordinario solamente a inizio ottobre, con un ritardo, inaccettabile, di diversi mesi, che adesso renderà estremamente difficoltosa la realizzazione delle opere programmate, poiché potrebbe comportare la chiusura dei reparti oppure lo spostamento dei pazienti proprio nel momento in cui gli ospedali si trovano sotto pressione;
sempre in tema di sanità, si sono registrate gravi lacune sul fronte del potenziamento dell’assistenza territoriale, dell’intensificazione delle cure e dei tamponi a domicilio, nonché del reclutamento dei medici, degli infermieri e degli operatori sociosanitari, in particolare presso le residenze sanitarie assistenziali e le strutture analoghe;
ancora, è stato fatto poco, o nulla, sul fronte della tutela dei pazienti non COVID-19, (pazienti cronici, pazienti oncologici, solo per citarne alcuni) il cui diritto alla continuità assistenziale è stato duramente compromesso poiché molta, se non tutta, l’offerta specialistica ambulatoriale e di reparto è stata assorbita, non certo per sua colpa, dalle situazioni di urgenza;
stesso discorso vale, purtroppo, per i lavoratori fragili, per i soggetti immunodepressi, per le persone con disabilità fisica, sensoriale, relazionale e intellettiva, così come per i loro familiari e caregiver, i quali tra una proroga dello stato di emergenza e l’altra sono stati dimenticati dal Governo, con tutele solo parziali, deficitarie e puntualmente tardive;
sul fronte della scuola, in disparte i banchi a rotelle, sui quali non è neppure il caso di indugiare, nessun investimento è stato fatto a sostegno dell’edilizia, del recupero di nuovi spazi e dell’approvvigionamento dei presidi medici presso le strutture scolastiche;
altrettanto gravi sono le mancanze registrate nel settore dei trasporti pubblici, con il Governo che ha dirottato le risorse verso il bonus monopattini, in luogo che aiutare gli enti locali nel potenziamento delle corse di autobus e metro;
il Governo responsabile dei ritardi e degli errori di programmazione sopra menzionati, adesso, proclama una nuova stagione di chiusure e invoca, in maniera sempre più ricorrente, la prospettiva di un secondo lockdown nazionale che avrebbe conseguenze gravissime per la nostra economia;
peraltro, nel disporre le misure di contenimento, che via via si fanno sempre più restrittive, il Governo non pare francamente ispirato da un criterio logico e, men che meno, tecnico scientifico di fondo;
l’ultimo d.P.C.m., quello del 24 ottobre u.s., adottato come molti altri senza alcuna preventiva illustrazione alle Camere, ne costituisce la migliore riprova: interi settori sono stati distrutti (ristorazione, cinema, teatri, sport, palestre e piscine, solo per citarne alcuni) mentre non è stato diffuso neppure un dato sui contagi che effettivamente si sarebbero verificati all’interno delle predette realtà;
le attività che avevano investito tempo, sacrifici e risorse nell’adeguamento dei propri locali ai protocolli di sicurezza sono state chiuse dall’oggi al domani, quasi in maniera punitiva, e ciò senza che vi fosse la benché minima evidenza in ordine agli effetti che queste chiusure avrebbero potuto avere sulla curva dei contagi;
la mancanza di visione nell’operato dell’esecutivo trova conferma anche nella tempistica con la quale si arriva al nuovo d.P.C.m. che forma oggetto delle odierne comunicazioni alle Camere;
il Governo, infatti, ha deciso di mandare in soffitta il vecchio d.P.C.m. prima ancora che sia possibile osservarne e valutarne i risultati, ad appena sette giorni dalla sua adozione, il che conferma come le misure in esso contenute fossero del tutto arbitrarie, prive di fondamento scientifico e totalmente inadeguate a sortire gli effetti sperati a lungo termine;
le restrizioni imposte, la totale assenza di programmazione e la scure di un nuovo lockdown hanno ovviamente generato ansia e insicurezza presso la popolazione che ha manifestato il proprio malcontento nelle piazze di tutta Italia;
il Parlamento è la sede istituzionale deputata al confronto tra le forze politiche e il Governo ed è in questa sede che si intende porre alcuni punti centrali per la corretta gestione dell’emergenza,

impegna il Governo

1) a modificare radicalmente la strategia utilizzata ai fini del contenimento della diffusione del virus, inaugurando una pianificazione di interventi di medio e lungo termine che possano instaurare una gestione della situazione epidemiologica trasparente e consapevole, evitando nuove chiusure arbitrarie e improvvise come quelle dettate dagli ultimi d.P.C.m.;

2) a scongiurare la prospettiva di un secondo lockdown nazionale, provvedendo a tal fine:

a) a recuperare i ritardi accumulati sul fronte del rafforzamento del servizio sanitario nazionale, attuando con massima celerità i piani predisposti dalle regioni per il potenziamento delle terapie intensive e, in generale, per il riordino della rete ospedaliera;

b) a potenziare l’assistenza sanitaria territoriale e domiciliare, stanziando ulteriori risorse affinché nelle regioni, compatibilmente con il quadro clinico del paziente, possano essere garantiti i tamponi, gli esami e le terapie, direttamente a domicilio del paziente;

c) a porre rimedio alle problematiche di carattere amministrativo che stanno ostacolando la disponibilità dei trattamenti che sono stati sperimentati con successo nel corso della prima ondata dell’epidemia, agevolando la diffusione della terapia a base di plasma iperimmune e promuovendo, presso l’AIFA, un riesame della decisione presa con riguardo al principio attivo idrossiclorochina, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche;

d) ad ampliare ulteriormente le procedure per il reclutamento, in deroga alla normativa vigente e ai vincoli di spesa, di medici, infermieri e altri professionisti sanitari e operatori sociosanitari, al fine di dare supporto alle strutture ospedaliere e alle residenze sanitarie assistenziali ove si registrano situazioni di carenza;

e) ad implementare un database pubblicamente accessibile con tutti i dati necessari per affrontare efficacemente l’epidemia;

f) a garantire la reperibilità e l’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi presso le farmacie private convenzionate presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, anche da parte dei farmacisti stessi, definendo a tal fine un apposito protocollo di concerto con le parti coinvolte;

g) ad adottare iniziative per il potenziamento del trasporto pubblico locale, volte a garantire un adeguato distanziamento su tutti i mezzi pubblici, anche attraverso la stipula di convenzioni con gli operatori privati, al fine di garantirne l’operatività in condizioni di sicurezza per i relativi utenti e operatori;

3) a prevedere ulteriori e più efficaci misure di risarcimento per le attività costrette alla chiusura e al fermo lavorativo, garantendo l’accredito diretto della misura di ristoro sui conti correnti di tutti i lavoratori, anche autonomi, danneggiati da nuove limitazioni, e assicurando un rimborso del 75% del fatturato mensile dichiarato nel 2019 per le imprese con meno di 50 dipendenti;

4) ad accelerare l’erogazione degli ammortizzatori Covid, prevedendo interventi di snellimento delle procedure relative alla richiesta ed alla concessione della casa integrazione guadagni;

5) a consentire la riapertura delle attività produttive in base a protocolli di sicurezza e non in base a codici ATECO, consentendo l’esercizio di tutte le attività commerciali, inclusi ristoranti, bar, piscine, palestre e altri, che possano garantire l’applicazione dei protocolli di sicurezza;

6) a modificare il decreto legge 137/2000, cosiddetto “Decreto Ristori”, prevedendo che il diritto al ristoro, a valere sui fondi stanziati, valga anche per le attività colpite da provvedimenti ulteriormente restrittivi adottati dalle Regioni rispetto a quelli adottati in forza dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri;

7) in tema di sostegni al mondo imprenditoriale, a passare dalla logica dei bonus e dei ristori una tantum al principio dell’intervento dello Stato a copertura dei “costi fissi” che gravano su imprese e lavoratori autonomi che, a causa delle disposizioni dello Stato stesso, hanno subito una drastica riduzione delle entrate, quali, ad esempio: canoni di locazione, mutui/leasing in essere, utenze, imposte e tasse (in primo luogo quelle attinenti a servizi non fruiti quali tasse sui rifiuti, sull’occupazione del suolo pubblico e simili), premi assicurativi, versamenti contributivi quando indipendenti dal fatturato come nelle Gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti;

8) a disporre la sospensione del decreto dignità e la reintroduzione dei voucher per tutti i settori, compresi i voucher familiari, al fine di dare alle imprese la possibilità di sostituire la forza lavorio assente perché contagiata dal virus o in quarantena e proseguire la propria operatività;

9) in tema di locazioni, a modificare la normativa vigente prevedendo, per i proprietari-locatori di immobili, il pagamento delle relative imposte esclusivamente sui canoni effettivamente percepiti;

10) a dichiarare lo stato di crisi per il settore del turismo, fortemente colpito dall’emergenza in corso;

11) a prorogare, per le imprese e i lavoratori autonomi che hanno registrato un significativo calo del fatturato nel semestre marzo-agosto 2020 rispetto al medesimo semestre 2019, il termine di versamento delle imposte sui redditi al 30 giugno 2021 prevedendo l’unificazione degli anni fiscali 2019/2020, ovvero consentendo la compensazione degli utili e delle perdite dei due esercizi;

12) a tenere in debita considerazione, in sede di adozione delle future misure di contenimento, le esigenze dei pazienti non COVID-19 (e, tra questi, dei pazienti cronici e dei pazienti oncologici), assicurando nei loro riguardi la continuità assistenziale e la tutela del diritto alla salute, anche attraverso l’attivazione dei servizi di telemedicina;

13) a garantire una tutela effettiva, da qui fino al termine dell’emergenza, ai lavoratori fragili, alle persone con disabilità (sia essa fisica, sensoriale, relazionale o intellettiva), nonché ai rispettivi familiari e caregiver, assicurando loro un adeguato sostegno economico e assistenziale, anche a livello domiciliare, affinché la progressione della pandemia e l’applicazione delle misure di contenimento non determinino ulteriori regressioni, discriminazioni o isolamenti;

14) a prevedere interventi mirati e appropriati alle diverse fragilità, al fine di non isolare ulteriormente bambini, ragazzi e persone con disabilità – in particolare intellettive – potenziando in modo adeguato l’assistenza socio-sanitaria domiciliare, nell’ottica di prevenire e assistere in sicurezza, consentendo anche a chi svolge attività domiciliare di usufruire di test rapidi a tutela sia propria che dell’utenza;

15) a potenziare l’assistenza domiciliare ed i servizi soprattutto in favore degli anziani, categoria maggiormente vulnerabile, al fine di consentire loro, su base volontaria, di limitare le occasioni che li espongono maggiormente a rischio di contagio;

16) a garantire la tempestiva pubblicità dei verbali del Comitato tecnico scientifico, assicurando un dialogo costante dello stesso anche con i rappresentanti del mondo produttivo e lavorativo;

17) per quanto riguarda la sicurezza delle scuole, ad applicare termoscanner all’ingresso delle strutture scolastiche o delle classi per monitorare la temperatura di alunni e personale, e ad allestire tensostrutture da dedicare alle scuole per aumentare gli spazi disponibili; a prevedere interventi straordinari di edilizia scolastica per adeguare gli ambienti di apprendimento alle disposizioni di sicurezza;

18) a garantire pari opportunità per l’accesso alla didattica a distanza, attraverso l’adozione di ogni iniziativa volta ad assicurare reti accessibili e funzionali, nonché mettendo a disposizione degli studenti, in comodato d’uso, anche attraverso gli stessi istituti scolastici, dispositivi digitali individuali, per la fruizione delle piattaforme, nonché per la necessaria connettività di rete;

19) a garantire che lo stanziamento già previsto di 85 milioni per l’acquisto di dispositivi per la didattica digitale integrata da concedere in comodato d’uso agli studenti meno abbienti sia destinato anche alle scuole paritarie, ora escluse, affinché venga garantita una parità di trattamento per tutti gli studenti;

20) ad effettuare test obbligatori per chi arriva dall’estero con momentanea sospensione degli accordi di Schengen;

21) ad attivare specifiche ed immediate misure per il controllo delle frontiere marittime e terrestre e delle acque territoriali nazionali -, anche attraverso il divieto di ingresso, transito e sosta di ONG straniere e non– , al fine di impedire l’ingresso illegale in territorio italiano di cittadini provenienti da paesi terzi, ad implementare e migliorare gli accordi bilaterali con i paesi di origine e transito dei flussi migratori irregolari e il numero delle riammissioni da essi previsti, infine, per motivi di carattere sanitario e di sicurezza, ad aumentare il numero e la capacità dei centri di permanenza per il rimpatrio e assicurare in ogni caso il trattenimento degli immigrati irregolari qualora non possa essere disposto il loro tempestivo ed effettivo allontanamento dal nostro Paese;

22) a potenziare, rafforzare, implementare gli organici delle Forze di Polizia nazionale, locali e militari e in generale del comparto sicurezza, ordine pubblico del Paese garantendo loro tutte le tutele funzionali, normative e sociali per adempiere al meglio il ruolo di protezione e difesa del Paese anche per le straordinarie esigenze legate all’emergenza sanitaria.

 

 

MOLINARI                        GELMINI                           LOLLOBRIGIDA                       LUPI

Redazione
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La Redazione de La Voce del Patriota

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Mario
Paola Matteoli

Istruzione: prevedere sin da ora due piani specifici per l’ esame di stato secondaria superiore: uno nel caso in cui si riuscirà a svolgere la didattica in presenza per un certo numero di ore da definire, l’altro nel caso in cui non si potranno raggiungere le ore stabilite di presenza minima. Questo per non arrivare impreparati a giugno come è accaduto nel precedente anno scolastico, per non demotivare ma dare un segno preciso ai ragazzi già disorientati dalla perdita dei contatti sociali dovuti alla sospensione dell’attività didattica e dai problemi economici familiari

Cristiano

Però questa sembra più propaganda che una vera proposta. Soprattutto inounti 1 e 2…o spiegate come intendete farlo, o non ha senso.
Un mio pensiero: il problema è la pressione sul sitema sanitario sia nelle terapie intensive che nelle sub intenaive. Per evitarlo non serve bloccare l’epidemia nrlla dua totalità, basta invrce bloccare i contatti fra “potenzialmente infetti” e “potenzialmente a rischio”. I primi sono praticamente tutti, i secondi però sono i soli over 70 con patologie multiple. A me sembra semplice: lock down selettivi per età e magari situazione clinica, con relativi ammortizzatori per garantire alle persone e alle famiglie interessate la necessaria assistenza: spesa a casa gratis, servizio di babysitting gratis etc etc. Così si eviterebbe il sovraccarico sanitario, vista l’esiguità dei casi gravi fra gli under 70, e anche si abbasserebbe di molto per lo stesso motivo il tasso di legalità. Un lock down trasversale è la solita baggianata di chi ha paura di inimicarsi un gruppo di votanti e pebsa a difendere la poltrona piuttosto che a salvare delle vite.

Luciano

X gli invalidi esclusi dall’aumento? l’attuale governo ci ha trattato come bestie e voi come cani prima e dopo

Ilario

Servirebbe un protocollo nazionale sui ricoveri ospedalieri, la gente ospedalizzata con semplice influenza può curarsi a casa,

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