ESCLUSIVO per l’Italia: report intelligence USA su virus e laboratorio di Wuhan.

La House Permanent Select Committee on Intelligence supervisiona le agenzie di intelligence degli Stati Uniti d'America. Secondo il report di cui pubblichiamo la traduzione integrale e che non era ancora stato divulgato fino a pochi giorni fa, “tre ricercatori dell’istituto di virologia di Wuhan, in Cina, si sono ammalati nel novembre 2019” e hanno avuto bisogno di assistenza sanitaria. Il rapporto spiega che i casi di Covid-19 si sarebbero verificati prima dell’8 dicembre 2019, la data in cui venne certificato il primo case dell’epidemia, dando dunque credito all’ipotesi che il virus sia sfuggito dal laboratorio di Wuhan.

TRADUZIONE DEL FOCUS

“COVID-19 E L’ISTITUTO DI VIROLOGIA DI WUHAN”

19/05/2021

COMITATO RISTRETTO PERMANENTE DELLA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI SULLA SICUREZZA – REPUBBLICANI (MINORITY REPORT)

Dal 2012, i membri repubblicani del Comitato Ristretto Permanente della Camera dei Rappresentanti sulla Sicurezza hanno esaminato la crescente minaccia per l’America posta dal Governo Comunista cinese e dall’Esercito di Liberazione del Popolo.

Questo rapporto interno non classificato fa parte dei nostri sforzi continui per assicurare che il popolo americano sia ben informato di questo pericolo.

Sintesi

Per prevenire o mitigare rapidamente le pandemie future, è fondamentale per gli esperti della salute e per il Governo degli Stati Uniti comprendere come abbia avuto origine il virus COVID-19. Gli sforzi internazionali per scoprire la vera origine del virus, tuttavia, sono stati ostacolati dalla mancanza di cooperazione della Repubblica Popolare Cinese (RPC).

Ciononostante, alcune prove importanti sollevano dei forti dubbi sul fatto che l’epidemia COVID-19 possa derivare da una fuoriuscita dall’Istituto di virologia di Wuhan. Queste prove includono:

  • La storia della Cina circa le fuoriuscite dai laboratori di ricerca con conseguenti infezioni.
  • Avvertimenti dai diplomatici statunitensi in Cina già nel 2017, sul fatto che il laboratorio di Wuhan stesse conducendo ricerche pericolose sui coronavirus senza seguire i necessari protocolli di sicurezza, rischiando lo scoppio accidentale di una pandemia.
  • Ricerche per “l’Acquisizione di nuove funzionalità”[1] condotte all’interno del laboratorio di Wuhan, che avrebbero reso i coronavirus più infettivi negli esseri umani.
  • Diversi ricercatori del laboratorio di Wuhan si sono ammalati con sintomi simili al COVID-19 nell’autunno 2019.
  • Il coinvolgimento dell’esercito cinese nel laboratorio di Wuhan, che ha un programma documentato di armi biologiche.
  • Molteplici segnali di tentativi da parte di Pechino di coprire le vere circostanze dell’epidemia di COVID-19.

Al contrario, sono emerse poche prove circostanziali a sostegno della tesi della Repubblica Popolare Cinese che il COVID-19 si sia verificato naturalmente, facendo il salto da una specie animale all’uomo. Per esempio, le autorità cinesi non sono riuscite a identificare la specie originaria che presumibilmente ha diffuso il virus agli esseri umani, che è fondamentale per la loro teoria di trasferimento zoonotico.

Ci sono anche chiari indizi che le agenzie governative statunitensi e le istituzioni accademiche possono aver finanziato o collaborato alla ricerca per “l’Acquisizione di nuove funzionalità” nel laboratorio di Wuhan. Perlomeno alcune di queste ricerche sono state pubblicate anche dopo che il governo americano aveva sospeso questo tipo di studi negli Stati Uniti, a causa di preoccupazioni etiche legate alla loro applicabilità in una guerra biologica e il loro potenziale di scatenare accidentalmente una pandemia.

Per proteggere i cittadini americani dalle future pandemie, il governo degli Stati Uniti deve fare più pressione sulla Cina affinché consenta indagini complete e credibili sull’origine della pandemia COVID-19 e per permettere di indagare sulla probabilità che sia stato causato da una fuoriuscita dal laboratorio. Il governo degli Stati Uniti deve anche fornire un resoconto completo di qualsiasi cooperazione americana con la ricerca sui coronavirus del laboratorio di Wuhan, compreso il sostegno di questi progetti attraverso i fondi del governo degli Stati Uniti.

Introduzione

Alla fine di dicembre 2019, la Commissione sanitaria municipale di Wuhan ha riferito per la prima volta che un piccolo cluster di pazienti era stato infettato da una polmonite inspiegabile a Wuhan, in Cina. Solo pochi giorni dopo, il numero di pazienti infetti era quasi raddoppiato, e a metà gennaio, la Cina ha condiviso la composizione genetica di un nuovo coronavirus con l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quel virus, noto come SARS-CoV-2, causa la COVID-19, che, al 19 maggio 2021, ha causato oltre 163 milioni di casi confermati e la morte di più di 3,3 milioni di persone in tutto il mondo.

Come parte delle indagini dei Repubblicani della Camera sulle minacce poste dalla Cina, i membri Repubblicani del Comitato Ristretto Permanente della Camera dei Rappresentanti sulla Sicurezza stanno indagando sulle origini del COVID-19. È fondamentale scoprire la vera origine del focolaio – che sia dovuto a un’esposizione accidentale in laboratorio o al contatto con animali infetti –  per assicurarsi che gli Stati Uniti siano preparati per una futura pandemia.

Già nel 2016, i ricercatori del Wuhan Institute of Virology (WIV) stavano conducendo esperimenti che coinvolgevano il RaTG13, il coronavirus del pipistrello identificato dal WIV nel gennaio 2020 come il campione più vicino al virus SARS-CoV-2, il virus che causa la COVID-19. Il WIV ha mancato di trasparenza e coerenza sulle sue ricerche sui virus simili alla COVID-19, compreso il RaTG13, che è stato prelevato da una grotta nella provincia dello Yunnan in seguito alla morte di diversi minatori a causa di sintomi simili alla COVID. Inoltre, la presenza dell’esercito cinese presso il laboratorio solleva preoccupazioni sul potenziale duplice uso della ricerca.

Sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili, la possibilità che l’epidemia abbia avuto origine da un’esposizione accidentale al WIV non è stata smentita. Il WIV ospita l’unico laboratorio cinese di livello di biosicurezza 4, dove si conducono degli esperimenti su agenti patogeni pericolosi. Il 15 gennaio 2021, il Dipartimento di Stato ha rivelato pubblicamente che diversi ricercatori del WIV si sono ammalati nell’autunno del 2019 con sintomi simili alla COVID, antecedentemente al primo caso confermato.

Inoltre, delle relazioni non comprovate dei media indicano che, tra il 7 ottobre 2019 e il 24 ottobre 2019, non si è verificata alcuna attività dei cellulari al WIV. La Cina ha impedito agli investigatori indipendenti e alle agenzie sanitarie globali di intervistare i ricercatori del WIV, compresi quelli che si sono ammalati nell’autunno del 2019. La Cina deve al mondo piena trasparenza e maggiore cooperazione nella ricerca delle vere origini del COVID-19.

Teorie sull’origine del COVID-19

Le autorità cinesi hanno riferito, per la prima volta, che molti casi di COVID-19 si sono verificati tra le persone che hanno visitato un “wet market” di Wuhan, un luogo dove si vendono animali selvatici per la loro carne. Tuttavia, gli scienziati del governo cinese hanno pubblicamente escluso questa teoria sull’origine nel maggio 2020, mettendo anche in dubbio le dichiarazioni sulla provenienza del virus dal WIV. Altre teorie, come ipotizzato nei risultati dell’analisi fortemente controllata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulle origini del COVID- 19, includono il contatto umano diretto con un pipistrello a ferro di cavallo o il contatto umano con una specie intermedia come i pangolini. Inoltre, l’OMS suggerisce che il COVID-19 potrebbe essere stato trasmesso attraverso la manipolazione di cibo congelato importato. Sebbene i Repubblicani del Comitato riconoscano che ci sono diverse teorie sulle origini del COVID-19, questa relazione si concentra sul WIV come possibile causa dell’origine.

Cosa sappiamo

Fondato nel 1956, l’Istituto di virologia di Wuhan è un istituto di ricerca dell’Accademia Cinese delle Scienze. Il laboratorio del WIV è stato il primo in Cina ad essere certificato dal Servizio di Accreditamento Nazionale per la valutazione della Conformità, come conforme agli standard e ai criteri di un laboratorio di Livello di biosicurezza 4 (il livello più alto di precauzioni di biosicurezza). Soprattutto, si segnala che il WIV abbia una significativa partecipazione militare nelle operazioni del laboratorio e che abbia condotto ricerche scientifiche segrete e classificate. Infatti, il governo cinese ha nominato il Maggior Generale Chen Wei, massimo esperto cinese di guerra biologica, come capo del laboratorio WIV nel febbraio 2020.

Alla fine del 2017, i funzionari dell’ambasciata degli Stati Uniti avevano identificato dei problemi di sicurezza relativi alle pratiche del laboratorio WIV. Dalla fine del 2017 al marzo 2018, gli esperti sanitari e scientifici dell’ambasciata degli Stati Uniti a Pechino hanno effettuato diverse visite al WIV. I diplomatici hanno avvertito Washington che l’attività del laboratorio per rendere i coronavirus presenti nel pipistrello contagiosi per gli esseri umani, insieme a gravi problemi di sicurezza, avrebbe potuto comportare lo scoppio accidentale di una nuova pandemia simile alla SARS.

Possibili finanziamenti statunitensi per la Ricerca sull’Acquisizione di nuove funzionalità in Cina

Sotto la guida del dottor Anthony Fauci, tra gli anni fiscali 2014 e 2019, l’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (National Institute of Allergy and Infectious Diseases – NIAID) ha assegnato più di 3,7 milioni di dollari in sovvenzioni a EcoHealth Alliance per esaminare il “rischio di future emergenze di coronavirus (CoV)… in Cina”.20 EcoHealth Alliance ha anche ricevuto finanziamenti dall’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID). Il presidente di EcoHealth Alliance, il dottor Peter Daszak, è stato uno schietto oppositore dell’ipotesi della fuoriuscita dal laboratorio fin dallo scoppio della pandemia. Il dottor Daszak è stato l’unico scienziato americano a partecipare all’indagine di 28 giorni condotta dall’OMS sulle origini del COVID-19.

EcoHealth Alliance subappalta con i ricercatori dei laboratori, tra cui il WIV, per condurre la sua ricerca sui coronavirus. Uno dei progetti che è stato parzialmente finanziato dalle sovvenzioni del governo degli Stati Uniti ricevute da EcoHealth Alliance, così come i finanziamenti ricevuti dal governo cinese, è stato uno studio del 2015 condotto in collaborazione con il WIV. Questo studio ha condotto una ricerca sulla creazione di un virus ibrido che combinava elementi di due coronavirus trasmessi dai pipistrelli, compreso quello che ha causato la SARS nel 2002. Il virus mutato creato dai ricercatori poteva infettare più facilmente le cellule umane, cosa che è degna di nota e innaturale, perché “quasi tutti i coronavirus dei pipistrelli non sono stati in grado di legarsi al recettore umano fondamentale”. Questo studio è un esempio degli esperimenti di ricerca sull’Acquisizione di nuove funzionalità, che potenzia i tratti naturali di un patogeno. Poiché questi esperimenti implicano la creazione di un nuovo virus più pericoloso senza un vaccino corrispondente, sono stati molto discussi in Occidente a causa del potenziale di causare una pandemia se un ceppo alterato sfuggisse dal laboratorio. 27

Ricerca sull’Acquisizione di nuove funzionalità

Le modifiche virali indotte dall’Acquisizione di nuove funzionalità hanno chiaramente il potenziale di causare ingenti danni all’umanità, compresa la morte. Dal 1977, le conoscenze relative al codice genetico sono aumentate grazie al sequenziamento del DNA, al progetto del genoma umano, alla scoperta avvenuta nel 2012 dei Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats (CRISPR)[2]. Queste scoperte potrebbero potenzialmente aiutare a trovare una cura per le malattie geneticamente trasmissibili negli esseri umani, e potrebbero avere numerose applicazioni positive in agricoltura.

Queste scoperte hanno permesso gli esperimenti di Acquisizione di nuove funzionalità, che sono progettati per accelerare o forzare modifiche virali che si possono o meno trovare in natura per rendere un patogeno più contagioso e potenzialmente più mortale. Tale ricerca, quando condotta da scienziati responsabili, di solito mira a migliorare la comprensione degli agenti che causano le malattie, la loro interazione con negli esseri umani, e il loro potenziale di causare pandemie. L’obiettivo teorico della ricerca sull’Acquisizione di nuove funzionalità è quello di dare maggiori informazioni alla salute pubblica, agli sforzi di preparazione e allo sviluppo di contromisure mediche.

L’Acquisizione di nuove funzionalità, tuttavia, potrebbe potenzialmente avere un risultato più pericoloso – per esempio, far diventare intenzionalmente un’arma delle modificazioni genetiche o una fuoriuscita involontaria che si traduce in una pandemia. Molti avvertimenti di questi pericoli provengono dalla ricerca sul pericoloso virus dell’influenza aviaria H5N1. Secondo la Federazione degli Scienziati Americani, “così come altre ricerche, gli esperimenti che coinvolgono agenti patogeni infettivi, alcuni studi sull’H5N1, a causa dei loro pericoli intrinseci, sono definiti come Dual-Use Research of Concern (DURC)[3]. I rischi di biosicurezza includono le infezioni contratte in laboratorio o il rilascio accidentale del virus, che sono le principali minacce per la salute pubblica”.

Considerato il documentato programma di armi biologiche del governo cinese, è difficile capire perché il governo degli Stati Uniti abbia permesso una ricerca congiunta al WIV, di cui era nota la presenza militare cinese. Già nel 2010, i professori cinesi della Terza Unità Medica Militare pubblicavano articoli accademici che sottolineavano l’impatto della biologia sulla guerra del futuro. Non più tardi del 2017, la biologia è stata inclusa tra i “sette nuovi settori della guerra”, secondo Zhang Shibo, un generale in pensione ed ex presidente dell’Università Nazionale della Difesa dell’Esercito di liberazione del popolo.

Sicurezza del laboratorio

Il governo cinese ha condotto ricerche pericolose e controverse sui coronavirus del pipistrello fin dall’epidemia originale di SARS nel 2002. Alcune di queste ricerche hanno portato a fuoriuscite dal laboratorio, compreso un incidente del 2004 a Pechino, che ha causato un’epidemia. Dopo l’epidemia di SARS, e probabilmente come risultato, ormai di dominio pubblico, delle fuoriuscite dal laboratorio, il governo cinese ha avviato un piano per costruire un sistema nazionale di laboratori ad alto livello di sicurezza biologica, per prepararsi e affrontare future epidemie derivanti da malattie infettive. Il laboratorio di livello di biosicurezza 4 del WIV è stato il primo del piano della Cina di costruire dei cinque o sette laboratori di livello di biosicurezza 4 in tutta la Cina continentale entro il 2025. Tuttavia, solo perché il laboratorio ha la certificazione di livello di biosicurezza 4 non significa che la ricerca e gli esperimenti condotti sui coronavirus del pipistrello siano stati fatti secondo le più stringenti procedure di sicurezza. Lo scienziato a capo del WIV riconobbe pubblicamente che la ricerca sul coronavirus [fatta, ndr] in quel laboratorio, fosse stata condotta anche in laboratori di livello di biosicurezza 2 o 3. I laboratori di lievllo di biosicurezza 2 prevedono solo che i ricercatori indossino camici e guanti, mentre i laboratori di livello di biosicurezza 4 richiedono rigorose procedure di decontaminazione e l’uso di una tuta a pressione positiva per tutto il corpo.

Inoltre, come sopra illustrato, i diplomatici statunitensi e gli esperti di salute e di scienza in Cina hanno messo in guardia circa i problemi di sicurezza riscontrati al WIV nel 2017 e nel 2018.

Rilevabilità della modificazione del virus

L’idea che alcune combinazioni di tecniche di modificazione virale per “Acquisizione di nuove funzionalità” possano essere identificate attraverso l’indagine forense, è fondamentale per trovare la vera causa del COVID-19. Tuttavia, il dottor Ralph Baric – uno dei maggiori esperti nel campo che ha lavorato su uno studio del 2015 con Zheng-li Shi, chiamata “Bat Woman” in un profilo apparso sullo “Scientific American” – ha detto che tali modifiche potrebbero essere non rilevabili. Egli ha dichiarato:

Nella chimera che abbiamo creato in America nel 2015 con il virus della SARS, insieme alla professoressa Zheng-li Shi dell’Istituto di virologia di Wuhan, avevamo lasciato delle mutazioni inconfondibili, quindi era chiaro che si trattasse di ingegneria genetica. Ma altrimenti non c’è modo di distinguere un virus naturale da uno fatto in laboratorio“.

Questo ostacola la capacità di determinare se una modificazione del virus sia insorta come una mutazione naturale o si stata messa in circolazione da un laboratorio. Il dottor Baric ha inoltre affermato: “È possibile ingegnerizzare un virus senza lasciare alcuna traccia. Le risposte che state cercando, tuttavia, possono essere trovate solo negli archivi del laboratorio di Wuhan”. Questo rende le modificazioni apportate in laboratorio una spiegazione dell’epidemia di COVID-19 tanto plausibile quanto un’insorgenza naturale avvenuta tramite trasferimento zoonotico. I critici dell’ipotesi della fuoriuscita dal laboratorio sottolineano la mancanza di alterazioni rilevabili nel codice del virus, ma il dottor Baric, il principale esperto in questo campo, afferma chiaramente che le tecniche moderne non lasciano “alcuna traccia”, indebolendo così le critiche.

Dubbi sull’insorgenza naturale

Mentre la Repubblica popolare cinese ribadisce l’insorgenza naturale dell’epidemia di COVID-19, ci sono molte ragioni per mettere in dubbio questa affermazione. Prima di tutto, Pechino non ha presentato alcuna prova a sostegno di questa teoria. I ricercatori cinesi non sono riusciti a trovare la popolazione originale di pipistrelli o la specie da cui il SARS-CoV-2 potrebbe aver fatto il salto di specie, nonostante un’intensa ricerca e i test su oltre 80.000 animali. Questo fallimento [nel rintracciare la specie originale, ndr] è in netto contrasto con le passate epidemie di coronavirus, quando ci vollero quattro mesi per identificare l’animale ospite della SARS, e nove mesi per trovare quello della MERS. Come rilevato in una lettera del 5 maggio 2021 al dottor Anthony Fauci, il deputato Mike Gallagher nota che se le origini del COVID-19 fossero veramente zoonotiche, allora “ci si aspetterebbe che fosse più infettivo nella specie ospite, cioè i pipistrelli…e meno [infettivo] negli esseri umani. “51

L’insabbiamento cinese

Dall’inizio dell’epidemia di COVID-19, il governo cinese ha mentito, offuscato, insabbiato e bloccato il flusso di informazioni sulle origini della pandemia. Pechino ha impiegato quasi tre settimane per ammettere che si era verificata una trasmissione del virus da uomo a uomo. La WIV e il governo cinese hanno ostacolato e manipolato l’analisi [conseguente la missione, ndr] di 28 giorni dell’Organizzazione Mondiale della sulle origini del COVID-19, e hanno messo a tacere gli operatori sanitari e i giornalisti che cercavano di riferire informazioni in merito all’epidemia. I funzionari della Commissione Nazionale Cinese per la Salute hanno confermato che sono state emanate linee guida per distruggere i campioni del coronavirus dal WIV perché “le condizioni di laboratorio [potevano non] soddisfare i requisiti per la conservazione sicura dei campioni”. Infine, le autorità cinesi hanno rimosso tutti i registri del WIV, chiudendo persino il database sui virus. Il mondo merita un accesso illimitato a tutte queste informazioni, senza interferenze cinesi, per giungere a una conclusione scientifica consapevole sulle origini del COVID-19.

Eventi chiave

  • 2012 – La WIV, insieme ai funzionari militari cinesi, inizia la ricerca per trovare nuovi virus e rilevare la “materia oscura” della biologia coinvolta nella diffusione delle malattie.
  • 2014 – Il governo degli Stati Uniti stabilisce una pausa sulla ricerca di “Acquisizione di nuove funzionalità”
  • 2015 – In collaborazione con il WIV e il governo cinese, uno studio finanziato dal governo degli Stati Uniti conduce una ricerca sull’Acquisizione di nuove funzionalità creando un virus ibrido o chimerico che combina elementi che esprimono la spike del coronavirus del pipistrello nella spina dorsale di un topo adattato al SARS-CoV.
  • 2017 – L’Ufficio delle Politiche Scientifiche e Tecnologiche dell’amministrazione Obama raccomanda cambiamenti nelle politiche per la “Cura e Supervisione di Agenti Patogeni Potenzialmente Pandemici”.
  • 2017 – Il governo degli Stati Uniti rimuove la pausa alle ricerche di Acquisizione di nuove funzionalità
  • 2018 – Dalla fine del 2017 a marzo 2018, i diplomatici statunitensi effettuano più visite all’Istituto di virologia di Wuhan per indagare sui problemi di sicurezza.
  • 2018 – Nella propria “Valutazione Annuale delle Minacce”, la Comunità di Intelligence include una dichiarazione generale sulla minaccia delle pandemie: “Un nuovo ceppo di un microbo virulento che sia facilmente trasmissibile tra gli esseri umani continua ad essere una minaccia importante, con patogeni come l’influenza H5N1 e H7N9 e il Coronavirus della sindrome respiratoria del Medio Oriente, che possiedono un potenziale pandemico nel caso in cui dovessero acquisire un’efficace trasmissibilità da uomo a uomo“.
  • 2019 – Rapporti non comprovati dei media indicano che tra il 7 ottobre 2019 e il 24 ottobre 2019, non c’è stata attività dei cellulari all’Istituto di virologia di Wuhan.
  • Autunno 2019 – si ammalano i ricercatori all’interno del WIV.
  • 2020 – I funzionari della Nazionale Cinese ordinano la distruzione dei campioni di coronavirus del laboratorio WIV e rimuovono i registri WIV.
  • 2020 – L’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale rilascia una dichiarazione pubblica affermando: “Anche la Comunità dell’Intelligence concorda con l’opinione scientifica diffusa che il virus COVID-19 non è stato creato dall’uomo o geneticamente modificato”.
  • 2021 – Un fact sheet del Dipartimento di Stato divulgato pubblicamente riconosce che i ricercatori del WIV hanno iniziato a condurre esperimenti con il Corona Virus RaTG13 del pipistrello nel 2016.
  • 2021 – Il direttore dell’Intelligence Nazionale, Avril Haines, testimonia che la Comunità di Intelligence rimane concentrata su due teorie principali: “che esso [COVID-19] sia insorto naturalmente dal contatto umano con animali infetti o che sia il risultato di un incidente in un laboratorio a Wuhan”.

Step successivi

Sulla base di quanto riportato, la ricostruzione di tutte informazioni circostanziali suggeriscono che lo scoppio della SARS-CoV-2 e la conseguente pandemia di COVID-19 potrebbero essere stati il risultato di una fuoriuscita accidentale dal WIV, considerata soprattutto l’assenza di informazioni credibili che supportino una trasmissione zoonotica. Un recente documento scientifico indica che il virus ha diverse caratteristiche che, se prese insieme, non sono facilmente spiegabili con un’ipotesi di origine zoonotica naturale.

Purtroppo, Pechino ha ostacolato la conduzione di un’indagine completa e credibile. Ci sono prove circostanziali schiaccianti, tuttavia, a sostegno di una fuoriuscita dal laboratorio come origine del COVID-19, mentre non ci sono prove sostanziali a sostegno dell’ipotesi della zoonosi naturale.

I Repubblicani del Comitato sono preoccupati che il governo degli Stati Uniti si sia impegnato direttamente o indirettamente in pericolose ricerche scientifiche con la Cina, pur sapendo della partecipazione dell’esercito cinese. Il Comitato deve determinare quale ruolo, in caso, la Comunità dell’Intelligence (IC) abbia ricoperto nel monitoraggio o nella valutazione dei rischi politici degli Stati Uniti relativi a queste attività. Fondamentalmente, il Comitato deve determinare quali elementi dell’IC, qualora ci fossero, abbiano preso parte o fornito input al processo di formulazione delle politiche. Dobbiamo anche comprendere la collection posture[4] dell’IC e se le risorse erano adeguatamente concentrate sulla minaccia, come evidenziato nella valutazione della minaccia dell’IC del 2018.

Inoltre, dobbiamo indagare ulteriormente sulla parziale sospensione nel 2014 della ricerca per l’Acquisizione di nuove funzionalità, e la revoca di questa policy nel 2017. Peraltro, la partecipazione della Comunità dell’Intelligence a questa inversione della policy risulta poco chiara, e il Comitato deve determinare quale ruolo, in caso, abbiano ricoperto gli elementi di intelligence.

Mentre i Repubblicani del Comitato continuano a indagare sulle origini del COVID-19, compresa la reale portata della ricerca per l’Acquisizione di nuove funzionalità che il governo degli Stati Uniti stava conducendo con la Cina, lavoreremo con le agenzie appropriate del potere esecutivo per cercare ulteriori informazioni, come specificato nella lettera allegata al Direttore dell’Intelligence Nazionale.


Note

[1] In inglese Gain of Function research: è un termine usato per descrivere qualsiasi campo di ricerca medica che altera un organismo o una malattia in un modo che aumenti la patogenesi, la trasmissibilità o la gamma di ospiti (umani o animali) che il microrganismo riesce a infettare.

[2] L’acronimo indica brevi ripetizioni palindrome raggruppate e separate a intervalli regolari, ovvero il nome attribuito a una famiglia di segmenti di DNA contenenti brevi sequenze ripetute rinvenibili in batteri e archei, e alla capacità di modificare questa caratteristica genetica fondamentale.

[3] Tradotto “Ricerca a duplice uso preoccupante“. Indica una ricerca che potrebbe essere impropriamente utilizzata, e potrebbe costituire una minaccia importante, con potenziali conseguenze su vasta scala, per la salute e la sicurezza pubblica, per le colture agricole e di altro tipo, gli animali, l’ambiente, i materiali o la sicurezza delle nazioni.

[4] L’intelligence definisce “collection” come l’acquisizione di informazioni e la trasmissione di queste informazioni agli elementi di elaborazione. Per “collection posture” si intende lo stato attuale dei beni e delle risorse attinenti la raccolta di informazioni come definiti dalla “collection”, per soddisfare i requisiti informativi stabiliti.

Per consultare il documento originale in inglese, cliccare qui

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