Il patto federativo tra Fratelli d’Italia e PPI

Quando, lo scorso dicembre, Fratelli d’italia e il Popolo delle Partite Iva hanno stretto un patto federativo, Giorgia Meloni e Lino Ricchiuti (presidente PPI) si sono subito messi al lavoro per dare concretezza alle idee comuni che avevano riscontrato. Fratelli d’Italia, da par suo, ha provveduto a presentare in Parlamento puntuali proposte di legge, con l’obiettivo di risollevare e rilanciare l’attività delle PMI e dei lavoratori autonomi. Ora, sotto il nome “Salvare le piccole imprese per far grande l’Italia”, Giorgia Meloni presenta questo pacchetto di iniziative, lanciando ancora una volta la sfida a una maggioranza che sembra aver dimenticato, o peggio ancora ignorato, i piccoli imprenditori e le partite IVA, realtà vitali per l’economia italiana.

Meloni: “Il Governo ha abbandonato PMI e Partite IVA”

“Si tratta di una serie di proposte concrete, già depositate in Parlamento, che puntano a sostenere quella che è l’ossatura dell’economia italiana, che in maniera inesorabile è stata colpita da una crisi economica da cui la nostra Nazione non è mai uscita. Servono perciò misure capaci di invertire il ciclo economico e in particolare di ridare slancio alle PMI e al mondo delle Partite IVA. FdI ha siglato un patto federativo con PPI al fine di creare con il mondo delle Piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi una sinergia capace di rappresentare e portare in Parlamento le loro legittime richieste in un contesto di aperta ostilità da parte del M5S e del Governo”, spiega Giorgia Meloni.
“FdI è invece da sempre al fianco dell’Italia che produce, che crea ricchezza, che crea lavoro, al fianco dell’Italia delle piccole e medie imprese e dei professionisti, che costituiscono oltre il 99% del tessuto imprenditoriale nazionale. Lo dimostra la nostra storia, lo dimostrano le battaglie che abbiamo portato avanti in questi anni in Parlamento. Oggi lo ribadiamo con questo pacchetto di proposte loro dedicato” conclude il Presidente di Fratelli d’Italia.

Le misure proposte da Fratelli d’Italia

Sono in effetti proposte di buon senso, di facile realizzazione, ma di sicuro e forte impatto. Sono misure che per i non addetti ai lavori, per coloro che non vivono quotidianamente la realtà delle PMI e delle partite IVA, potrebbero apparire di poco conto; sono misure invece che potrebbero essere vitali per una piccola impresa, che potrebbero fare la differenza per molti lavoratori autonomi, in sostanza che potrebbero davvero aiutare queste realtà imprenditoriali nel difficile periodo che stanno attraversando.

Nello specifico, le misure del pacchetto “Salvare le piccole imprese per far grande l’Italia”, prevedono questi punti fondamentali:
• Eliminazione del minimale contributivo INPS per artigiani e commercianti che rientrano totalmente nel regime pensionistico contributivo. È un principio di equità e giustizia che i contributi siano sempre rapportati al fatturato, al pari di quanto avviene per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata INPS. Non è ammissibile, soprattutto nei periodi di difficoltà, che un artigiano, pur non fatturando, debba versare un ammontare minimo di contributi previdenziali.
• Introduzione dell’obbligo di versamento di un deposito cauzionale di 30mila euro per gli extracomunitari che vogliono aprire una attività in Italia, tutelando così gli imprenditori onesti contro il dilagante fenomeno della creazione di imprese “apri e chiudi” avviate da cittadini extracomunitari.
• Istituzione di un albo degli amministratori di società, per garantirne ed attestarne la professionalità e l’affidabilità. Inoltre, estensione dell’obbligo di Posta Elettronica Certificata, oggi previsto solo in capo alle società, anche agli stessi amministratori.
• Abolizione del limite all’uso del contante che, come ormai dimostrato, non rappresenta uno strumento efficace di contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio, ma piuttosto un freno ai consumi e un ostacolo alla competitività delle nostre imprese.
• Libertà dal grande fratello fiscale: abolizione della fattura elettronica per le PMI e le partite IVA, abolizione dello scontrino elettronico, abolizione dello split payment sempre per le piccole e medie imprese, eliminazione dell’anagrafe dei conti correnti bancari. Quest’ultima, tanto sbandierata da Di Maio, dà libero accesso ai conti di ogni cittadino e ogni impresa da parte della Guardia di finanza senza bisogno dell’autorizzazione della Magistratura.
• Riapertura dei termini del “saldo e stralcio” al 10% con limite delle cartelle a 200mila euro, come previsto nel programma elettorale del centro destra alle elezioni politiche.

Come già scritto, tutte queste misure fanno parte di proposte di legge o altri atti parlamentari già depositati da Fratelli d’Italia, che non aspettano altro che essere trasformate dal Parlamento e diventare leggi dello Stato. Le piccole e medie imprese sono alla finestra e attendono. Anche se di tempo ne è rimasto davvero poco.