Europee, pasticcio dem: mancano ancora i voti di Roma. La Morani minaccia il ricorso, Gualtieri trema

La dicitura è ancora lì, fissa, e ci resterà chissà ancora quanto al lungo. È passata una decina di giorni dalla chiusura dei seggi di queste ultime elezioni europee e l'Italia è rimasta la sola a non riuscire a fornire il numero esatto di voti che ogni lista ha ottenuto. O meglio, Roma, la sua capitale, unica città di tutta l'Unione europea ancora alle prese con il conteggio delle schede. Mancano all'appello appena 78 sezioni, quanto basta per lasciare tutto ancora in bilico. E la dicitura è ancora lì, appare non appena si clicca su Eligendo.it, la piattaforma ufficiale del Viminale sui risultati elettorali: “Il riparto dei seggi operato su questa piattaforma è da ritenersi, quindi, ufficioso e provvisorio anche per la mancanza dei risultati di 78 sezioni della Circoscrizione III”. Una figuraccia comunitaria, tutta l'Europa attende i risultati di Roma. Sia chiaro, il grosso è stato fatto, ma in bilico c'è l'elezione di quei candidati della Circoscrizione Centro Italia che si giocano l'ingresso al Parlamento europeo anche per un singolo voto. Il resto della Nazione ha concluso gli scrutini giorni fa, il dato risulta aggiornato al 14 giugno, precisamente una settimana fa.

Gualtieri glissa

Tutto “merito” del sistema informatico capitolino che è andato in tilt proprio quella notte in cui era chiamato a funzionare, costringendo il sindaco Gualtieri a una mossa disperata: prendere tutte le schede e trasportarle in tribunale, dove ora si attende un nuovo riconteggio. A conti fatti, si tratta soltanto di una quindicina di migliaia di voti. Una cifra misera di fronte all'imponente sforzo richiesto a presidenti di seggio e scrutatori di tutta Italia. Ma a quanto pare, il sistema di conteggio romano non ha proprio funzionato: risultano più votanti rispetto alle schede e dopo una settimana di lavori, ancora non si è capito esattamente cosa sia successo. Il sindaco Gualtieri, sul quale il dibattito pubblico fa ricadere, per forza di cose, la maggior parte delle responsabilità, appare ora più impegnato a giudicare i risultati delle europee nel resto d'Italia e a respingere tutte le accuse, mosse anche da alti funzionari dello Stato, come il ministro della Difesa Guido Crosetto: “L'Italia – ha scritto il ministro sui social – è l'unica nazione in Europa che non ha ancora concluso le operazioni di spoglio per le elezioni europee e che quindi non ha ancora individuato il numero di parlamentari eletti per ogni forza . Il tutto grazie al blocco di alcune sezioni di Roma che pare dovuto ad un problema del sistema informatico della città. Ora – ha aggiunto poi Crosetto –, su decisione dei presidenti dei seggi, 78 sezioni sono finite in Tribunale. In 82 sezioni sono dovuti intervenire funzionari direttamente dal ministero dell'Interno. Sta di fatto che non avremo i risultati definitivi per colpa della disorganizzazione di un comune. Una cosa vergognosa ed impossibile da spiegare al mondo”. Questo lo aveva scritto giorni fa. Da allora nulla è cambiato.

Morani e Tarquinio in bilico

Tuttavia, i malumori si iniziano a sentire anche all'interno del Partito Democratico, a cui lo stesso Gualtieri appartiene. Questo perché sarebbe in bilico proprio l'elezione di Alessia Morani, ex deputata dem, a scapito di Marco Tarquinio, ex direttore di Avvenire. “A più di 10 giorni dalle elezioni – ha lamentato Morani – ancora non so quanti voti abbiamo preso in totale punto. Su come sono andate le operazioni di spoglio a Roma, molte cose devono essere ancora chiarite”. Dice che andrà “fino in fondo”, se non altro per una “questione di principio e trasparenza”. Immaginate se realmente la Morani usufruirà del diritto di ricorso per riaffrontare il conteggio, possibilità che avrà entro trenta giorni dalla proclamazione degli eletti (che, adesso, nessuno è in grado di preannunciare). Sarebbe un bel pasticcio per i dem, e soprattutto per Gualtieri. Ma probabilmente finirà a tarallucci e vino e nessuno saprà niente su cosa sia veramente accaduto quella notte del 9 giugno a Roma.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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