Fascismo, Rampelli (VPC-FdI): Surreale dover commentare un video di 26 anni fa

Il Partito Democratico ha dovuto togliere la falce e il martello, simboli dei quali doveva vergognarsi, mentre la fiamma tricolore del Msi non è equiparabile al fascio littorio.

“E’ surreale dover commentare  un di 26 anni fa ed è surreale che ogni volta si riapra questa parabola. Uno potrebbe pensare che le stesse pulci vengano fatte a sinistra, che ha avuto fiancheggiatori delle organizzazioni eversive, rappresentanti dei centri sociali più accaniti e violenti sedersi nei consigli comunali, abbiamo avuto Massimo D’Alema che rivendicava di aver lanciato bottiglie incendiarie, abbiamo  prove, atti parlamentari, dei finanziamenti del Pci da parte dell’ex Urss. Nelle città amministrate dal Pd ci sono strade intitolate a Stalin e Lenin. Il Partito Democratico ha dovuto togliere la falce e il martello, simboli dei quali doveva vergognarsi, mentre la fiamma tricolore del  Msi non è equiparabile al fascio littorio o alla croce uncinata, la fiamma era già allora un simbolo del dopoguerra”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo su la7 a Omnibus.
Sull’appello fatto dalla presidente di alla stampa estera, Rampelli ha precisato: “Giorgia saggiamente ha scavalcato il muro di gomma  rappresentato dai  giornalisti e corrispondenti italiani all’estero tutti orientati a sinistra per  rivolgersi direttamente alle testate internazionali e rassicurarle. Con Fratelli d’Italia al governo nulla cambierà al livello internazionale. ha una salda posizione euroatlantica. Cercare di far valere maggiormente le ragioni italiane non significa mettere in discussione né il Patto Atlantico né l’Ue”.
Sulle polemiche interne legate alla chiusura delle liste del Partito Democratico, osserva: “Ora il Pd si lamenta della legge elettorale, ma è necessario precisare che questa legge è stata voluta dal Pd nella scorsa legislatura e sostenuta da tutti i partiti in Parlamento a eccezione di Fratelli d’Italia. Nel 2018 votammo contro ritenendola ingiusta, non rappresentativa e inadeguata a garantire la stabilità perché andava ad abolire il premio di maggioranza. E infatti abbiamo avuto tre governi”.
“Noi – ha proseguito Rampelli-  auspichiamo il ritorno alle preferenze con una legge che consenta di eleggere il ‘sindaco d’Italia’. Non si capisce perché  possa funzionare al livello comunale e regionale ma non al livello nazionale”.
“Nelle trattative del tavolo centrodestra – ha concluso – essendo noi inclusivi ed essendo il partito maggiore della coalizione, abbiamo dato disponibilità a rappresentare il fronte centrista con cui condividiamo governi locali ed esprime parlamentari particolarmente capaci”.

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