FdI. de Bertoldi (FdI): su minacce ad Urzì e comunità italiana intervenga Lamorgese

“Le minacce recapitate al consigliere regionale del Trentino Alto Adige di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, devono indurre il ministro dell’Interno ad intervenire per far luce su questo inquietante episodio”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia eletto in Trentino Andrea de Bertoldi, che nel merito di questa vicenda ha presentato un’interrogazione al ministro insieme al collega di partito, senatore Luca De Carlo.

“Secondo quanto risulta da un articolo pubblicato oggi sul quotidiano “Il Dolomiti” – sottolinea De Bertoldi – il consigliere regionale e provinciale del Gruppo Fratelli d’Italia della provincia autonoma di Bolzano Alessandro Urzì, è stato oggetto di una minatoria recapitata in forma anonima, contenente la seguente minaccia: “Gli italiani devono morire? Basta attacchi agli Schützen altrimenti il sangue italiano scorrerà sulle strade dell’Alto Adige”.

“Non vorrei – continua de Bertoldi – che le gravi minacce rivolte al consigliere Urzì ed alla comunità italiana dell’Alto Adige da qualche voce esaltata ed estremista pantirolese, siano anche la conseguenza dell’uso improprio di affermazioni pesanti e discriminatorie da parte di importanti esponenti del mondo politico altoatesino di lingua tedesca. Penso a chi di recente ha detto di aver orrore o disgusto delle parole di Giorgia Meloni, una dei leader italiani più stimati e presidente dei conservatori europei, o a chi insiste in modo discriminatorio nel rifiutare il confronto con Fratelli d’Italia, e quindi con una delle principali forze politiche nazionali, permettendosi di dare patenti di democraticità, com’è avvenuto col passaggio in FdI dell’allora assessore regionale Claudio Cia”.

“Se, infatti, la sulle donne ed il sono spesso il frutto di atteggiamenti ed espressioni irriverenti e discriminatorie nei confronti della donna, così pure la politica deve rispettare gli avversari senza mai intaccarne l’onorabilità e la legittimità politica. Altrimenti potrebbero essere proprio questi atteggiamenti, che purtroppo hanno interessato anche la Svp, ad animare i pensieri e le azioni degli estremisti. La , che nel frattempo è stata consegnata alla Polizia che aprirà un’, comunque, conferma nuovamente a nostro come vi sia da tempo una situazione di evidente gravità e intolleranza nel nostro territorio, tesa a fomentare i sentimenti secessionisti e antitaliani, presenti in Alto Adige, da parte di coloro che in un numero esiguo sono intenzionati a prevaricare sulla stragrande maggioranza dei concittadini italiani e degli austriaci, composta da persone per bene che respingono le provocazioni e le cattiverie, ma soprattutto la , verbale e certamente fisica” conclude de Bertoldi.

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