FdI: La difesa dei confini italiani inizia da Trieste

“Finalmente, grazie al Governo di ha avuto pieno riconoscimento la battaglia condotta fin dal 2013 dalla federazione triestina di Fratelli d’Italia per una risposta chiara e coerente al drammatico problema della “rotta balcanica” che tanto ha messo in difficoltà la nostra Trieste; ringraziamo e il Governo per aver messo in cima alle sue priorità la difesa dei confini Italiani ed Europei.”
Così Claudio Giacomelli, segretario provinciale di Fratelli d’Italia e l’On. Nicole Matteoni hanno commentato le dichiarazioni del Sottosegretario agli interni Emanuele Prisco in merito alle strategie del Governo per il contenimento dei flussi migratori provenienti dalla così detta “rotta balcanica”.
“Finalmente, ha attaccato Giacomelli, dopo le politiche incerte e ambigue di Di Maio e della Lamorgese, il Governo retto da ha dato risposte chiare e ferme sull’atteggiamento che il Ministero dell’Interno avrà nei confronti dell’ irregolare che da anni sta mettendo sotto pressione la città e le sue strutture di accoglienza”.
“La direttiva del Ministero richiamata quest’oggi dal Sottosegretario Prisco in visita istituzionale a Trieste, nella quale vengono riattivate le procedure di riammissione già a suo tempo concordate con il vicino Governo di Lubiana, afferma l’Onorevole Matteoni, rappresenta un tassello fondamentale per contrastare il fenomeno”.
“Quella del Presidente del Consiglio, prosegue la parlamentare triestina, è una consapevolezza che viene da lontano. Ricordo quando nel 2019 la accompagnammo nel Carso muggesano per farle vedere in prima persona i mucchi di abiti abbandonati nel bosco. In quell’occasione Giorgia Meloni, affermò che Trieste non poteva diventare la Lampedusa del Nord”.
“Ringrazio Giorgia Meloni, prosegue Giacomelli, per la prontezza e la decisione con le quali è intervenuta su un tema così importante per la nostra città. Uno dei primi atti del suo Governo è stato quello di ripristinare le procedure di riammissione degli immigrati irregolari verso il primo Paese europeo di provenienza.
Un Governo che è in carica da appena 50 giorni, ha voluto lanciare, dopo quello sulle navi delle ONG, un segnale chiaro e forte anche sul fronte dell’ via terra: solo con comuni politiche europee possiamo affrontare un fenomeno sempre più incontrollabile”.

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