FDI propone il 5×1000 per rimpatriare immigrati illegali. Non solo donazioni a ONG.

Fratelli d’ presenta un emendamento alla Legge di Bilancio che ha il fine di consentire agli di scegliere di destinare il proprio 5×1000 al Fondo rimpatri degli immigrati illegali. Con questa proposta si vuole rendere ognuno libero di scegliere se finanziare le ONG che favoriscono l’immigrazione illegale oppure il Fondo per rimpatriare chi non ha diritto a stare in . Un meccanismo democratico.

Come funziona il 5×1000

Ogni anno tutti i cittadini che si trovano a dover compilare il 730, o un differente modello dei Redditi, scelgono a chi devolvere l’8, il 5 e il 2 per mille, poiché donando questa percentuale della propria Irpef, non si dovranno pagare ulteriori .

È bene fissare alcuni punti cardine che ruotano attorno a queste cifre:

  • l’8 per mille è un contributo obbligatorio, che quindi deve essere donato, allo o ad un’istituzione religiosa compresa una lista di 12 categorie;
  • il 5 per mille è un contributo obbligatorio, che viene destinato a enti del volontariato, enti di ricerca scientifica, enti di ricerca sanitaria e associazioni sportive dilettantistiche (ASD);
  • il 2 per mille, non obbligatorio, che può essere devoluto ad un politico.

Nell’universo del 5 per mille è possibile trovare, consultando gli elenchi dell’Agenzia delle entrate , oltre 46mila enti del volontariato, tra cui figurano ovviamente: Emergency, Save the children, Amnesty international, Medici senza frontiere, SOS Mediterranee. La scelta tra gli enti che sostengono gli arrivi illegali in , attraverso le loro opere di recupero di immigrati nel Mar Mediterraneo, è davvero ampia.

Donare per finanziare le ONG o il Fondo rimpatri?

E per chi volesse finanziare i rimpatri? Paradossalmente, non c’è scelta per chi invece volesse favorire questa misura, in quanto il “democraticamente corretto” è a senso unico: o si finanzia il traghettamento, o si ripiega su enti di altra natura.

Appare dunque una misura di buon senso l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia a questa legge di bilancio: si tratta infatti della possibilità di destinare il 5 per mille al Fondo rimpatri, un fondo istituito per la prima volta nel 2009 presso il Ministero dell’Interno e rifinanziato anche nel 2018, “finalizzato a finanziare le spese per il rimpatrio degli stranieri verso i Paesi di origine ovvero di provenienza“. Questo fondo è destinato al potenziamento delle misure di rimpatrio degli immigrati destinatari di decreti di espulsione, e quindi che soggiornano nel nella totale irregolarità, o in certi casi, anche di illegalità.

Misura a costo zero per tutti

È una misura a costo zero per lo , perché non comporta ulteriori oneri nel bilancio, e di natura assolutamente democratica, perché permette ai cittadini di operare una vera scelta, non tra gli attori di un unico filone pro-immigrazione, ma tra due differenti indirizzi politici.

 

 

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