FdI, Rampelli (VPC-FdI): la classe dirigente c’è altrimenti non sarebbe nata Fratelli d’Italia

Scambi di accuse con Gaia Tortora “la colpa è di voi giornalisti” “no la colpa è dei vostri uffici stampa che segnalano sempre le stesse persone”

Fratelli d’Italia esiste grazie alla sua classe dirigente, soprattutto quella romana. Quando ancora Fini sosteneva che Mussolini era il più grande statista d’Italia, quella classe dirigente scriveva al capo Rabbino Toaff sugli orrori delle leggi razziali, organizzava assemblee antirazziste con mons. Luigi Di Liegro, serviva i pasti alle mense dei poveri e rifugiati, organizzava centri ricreativi per bambini. Su questi temi si è surriscaldato il confronto oggi su Formiche.it, ‘Il nuovo sindaco di Roma e la capitale che verrà’, moderato dal giornalista Andrea Picardi, tra il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Itali e la giornalista e vicedirettore del tg la7 Gaia Tortora che, nel corso del dibattito, ha lamentato l’assenza di classe dirigente in seno a tutti i partiti. Rampelli respingendo le accuse ha osservato: “A me tocca fare sempre la parte del pompiere mentre io sono un movimentista. Quando noi siamo rientrati all’università dopo la cacciata della destra nel ’68, lo slogan era ‘Scatena la fantasia’, ‘aderire, trasgredire e sabotare’… io non ci sto a farmi scriver il copione dagli altri. Intanto vi comunico che se esiste la destra in Italia è grazie a una classe dirigente che si è distaccata dal PDL e, sfidando tutto e tutti, l’ha riesumata, dandogli i tratti di un nuovo partito.
Questa classe dirigente si è forgiata nelle scuole, nelle università, nei territori, nelle professioni, nelle assemblee elettive, nelle imprese, nel terzo settore, nel volontariato. Basta con questa favola che non esisterebbe una nostra classe dirigente. Andatela a cercare, dategli spazio, fatela conoscere. In un mondo contrassegnato dalla ricerca spasmodica dei leader, dove anche Rampelli – pur fondatore di Fratelli d’Italia- è un distinto semi sconosciuto, i media questa classe dirigente non la cercano proprio, salvo concludere che non esisterebbe. C’è invece un mondo diffuso e prevalente, cui la stessa sinistra ha dedicato opuscoli di approfondimento, che è completamente ignorato, ma hai voglia se c’è”.
E a Gaia Tortora che osserva “forse c’è un problema di correnti anche dentro e di uffici stampa che segnalano sempre le stesse persone”, Rampelli risponde: “Non so quale siano le procedure, ma mi auguro che esista una stampa libera che non si faccia imporre gli ospiti da qualcuno”

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