Fisco. Ricchiuti (FdI): intervenire su sistema sanzionatorio. Draghi parla solo di Irpef

“Anche con il Governo Draghi si torna nuovamente a parlare della riforma fiscale solo nell’ottica della riduzione di qualche punto di percentuale di IRPEF , come se questo risolvesse un male atavico che vede nel sistema sanzionatorio un’arma di distruzione di interi comparti produttivi e che con la crisi in atto potrebbe risultare fatale per l’intera economia nazionale. L’assurdità delle società pubbliche di riscossione ma in genere del fisco è questa: chi presenta la dichiarazione dei redditi, ha un’attività legale, ma, al contempo, si trova in difficoltà finanziarie, viene perseguitato , le iscrizioni a ruolo tra sanzioni e interessi triplicano il debito originario. Chi, invece, esercita attività economiche nella totale illegalità ovverosia nell’evasione totale, non solo fiscale ma in barba a qualsiasi legge e regolamento, può rimanere tranquillissimo: non può subire iscrizioni a ruolo per debiti erariali/contributivi non versati , in quanto manca proprio la dichiarazione, per cui non vi è la spontanea ammissione . Costui quindi non subirà fermi amministrativi, non dovrà chiedere rateizzazioni, non dovrà pagare un bel nulla. Come può lo Stato affermare, se pur non palesemente, altresì dicendolo tra le righe, che le sue leggi in materia fiscale sono solo un opuscolo di cattivi consigli? Praticamente una istigazione a lavorare in nero . Durante alcuni confronti pubblici mi è stato replicato , che qualcuno ogni tanto lo pizzicano. Cosa credete gli facciano? Innanzitutto possono ricostruire induttivamente solo gli ultimi 5 anni di reddito e colui che viene colpito può patteggiare ad un terzo, ammesso che abbia intestato qualcosa a lui , ma la vedo dura. Quindi, chi ha reso dichiarazione dei redditi e non ha sufficienti risorse per pagare dovrà pagare il triplo, chi ha evaso totalmente potrà patteggiare un terzo calcolato su 5 anni di reddito calcolato induttivamente. Questo sistema sarebbe una trama adatta a un film comico se non avesse cagionato centinaia di suicidi piccoli imprenditori”.

Lo dichiara Lino Ricchiuti, Viceresponsabile del Dipartimento Imprese e Mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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