Fisco. Ricchiuti (FdI): invertire onere della prova a carico dello Stato

“Nel dl Capienze approvato nello scorso novembre dal Consiglio dei ministri, a forte trazione sinistra, c’è stato un depotenziamento dei poteri del Garante della privacy quando la Pubblica Amministrazione svolge compiti di pubblico interesse, come gli accertamenti di natura fiscale. Con quel provvedimento il governo Draghi cancellava alcune garanzie precedentemente riconosciute dalla legge sulla Privacy del 2003. Sarebbe stata una buona notizia se finalmente tale provvedimento avesse portato alla luce l’enorme evasione delle multinazionali, delle banche e delle assicurazioni. La cattiva notizia è che sapevamo già quali categorie sarebbero state colpite. Una partita, quella sugli accertamenti, fortemente viziata vista l’enorme disparità delle forze economiche in campo. Il fisco anche in caso di sconfitta ricorre sempre fino all’ultimo grado, confidando soprattutto sulla sottile disponibilità economica e psicologica dei piccoli imprenditori. Nell’ultimo decennio, grazie ai governi di centrosinistra, il fisco italiano per le piccole imprese è diventato il peggiore sistema fiscale dei Paesi occidentali. Prima di mandare sanzioni da capogiro (e qui che quello italiano sembra divertirsi), potrebbero prendere un incaricato dai loro tanti uffici e fare un’indagine convocando il malcapitato per capire cosa succede. Nessuna pietà nel caso di dolo, ma se si accerta che ci si trova dinanzi a un innocente bisognerebbe trovare una soluzione adeguata e non distruggerlo. Su questo fronte Fratelli d’Italia si batterà con forza per un rapporto più equo tra Fisco e contribuenti con procedure semplificate, riforma della tributaria e superamento dell’eccesso di afflittività del sistema sanzionatorio; e soprattutto con onere della prova fiscale a carico dello Stato”.

Lo dichiara Lino Ricchiuti, candidato al Senato per Fratelli d’Italia e Viceresponsabile del Dipartimento imprese e mondi produttivi di FdI.

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