Fisco. Ricchiuti (FdI): non serve allungare le scadenze, il problema sono le risorse

“C’è una cosa che non ho mai capito e che mi rifiuto di farlo, e non vedo neanche l’ombra di un cambio di passo: un Esecutivo rissoso e lontano dalla realtà. E così accade che quando un dipendente indebitato viene colpito con il pignoramento, gli viene sottratto il quinto dello stipendio affinché possa avere comunque la possibilità di sopravvivere in modo dignitoso con il resto. Una scelta giusta. A una partita iva, invece, che non riesce a pagare perché a malapena sopravvive subisce il blocco dei conti correnti, il pignoramento verso terzi e di tutto ciò che ha intestato, portandola così di fatto alla disperazione. Ora il governo per rendersi umano e sensibile ha deciso riguardo le cartelle appena notificate o da notificare di allungarne la scadenza di 3 mesi, creando un ingorgo spaventoso in poco tempo di scadenze tra vecchio e nuovo. A questo punto, credo che nessuno di lor signori non dorma la notte per colpa della nuova Equitalia. Il problema non è il tempo, è che soldi non ce ne sono”.

Lo dichiara Lino Ricchiuti viceresponsabile del Dipartimento Imprese e Mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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