Forteto. Donzelli (FdI): vogliamo rimediare ad errori di altri

“Sono soddisfatto per un primo risultato importante, frutto di un lungo lavoro: lo Stato ha riconosciuto i suoi errori di fronte alle vittime del Forteto, firmando con loro un accordo transattivo. Un fatto storico: nessuna cifra potrà mai essere adeguata, ma moralmente, oltre che concretamente, le dovevano e devono dare un segnale. Quando ho iniziato ad occuparmi di Forteto ero consapevole che l'impegno su questa vicenda sarebbe stato totalizzante. Se hai una coscienza non puoi tirarti indietro di fronte a persone che hanno subito certi orrori. Prima le commissioni d'inchiesta regionali, poi quelle parlamentari, per indagare e provare a inchiodare i responsabili alle proprie colpe, con l'obiettivo di dare un bagliore di verità e giustizia alle vittime. Oltre alle persone che sono state ammesse come parte civile al processo e che hanno ottenuto dei risarcimenti, ce ne sono molte di più che per vari motivi, soprattutto la prescrizione, non hanno avuto alcun riconoscimento. Ha sbagliato la Magistratura, che ha continuato ad affidare minori a dei pregiudicati e in una struttura che era già finita nell'occhio del ciclone. Ma hanno sbagliato anche i rappresentanti delle istituzioni, che hanno letteralmente coperto i capi del Forteto. Omissioni, connivenze, in alcuni casi aiuti veri e propri sono arrivati dagli “amici” della sinistra toscana. E anche le persone perbene di quella parte sono state emarginate, pur di non toccare la comunità-cooperativa di Fiesoli. Dal primo giorno in cui siamo andati al governo non abbiamo smesso di lavorare alle soluzioni di giustizia nei confronti delle vittime. Avevamo detto che avremmo lottato, lo aveva promesso Giorgia . Oggi lo stiamo facendo: continueremo a lavorare perché l'accordo voluto da Palazzo Chigi con le vittime sia soltanto il primo dei riconoscimenti. Vogliamo rimediare noi agli errori di altri”. Lo scrive in un post sul suo blog il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli.

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