Francia, Spagna, Malta, Germania e Olanda chiudono i porti: ecco la solidarietà europea

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La storia la sapete. La nave della ONG Mission Lifeline, fondata da Axel Steier, attivista dell’estrema sinistra radicale tedesca e già indagato dalla Procura di Brema per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ha raccolto 234 clandestini a bordo, più del triplo di quanti sarebbe attrezzata a soccorrere.

Per la ricostruzione della vicenda vi rimando all’articolo del giornalista e scrittore Maurizio Blondet:

SUI MIGRANTI, UN SUCCESSO INTERNAZIONALE. E MORALE .

del quale copio e incollo una parte, invitandovi a leggerlo per intero:

«Prima chiede di sbarcare gli africani all’Italia, con insistenza, e riceve la risposta: rivolgersi alla Libia. Passano le ore, la Lifeline chiede a Malta: rifiuto.

Il primo ministro maltese Muscat twitta: “La  Lifeline ha infranto le norme ignorando le istruzioni italiane [della guardia costiera]”, cominciando insomma a dare ragione al governo, e commenta  che tutta la faccenda ha “aperto gli occhi” sul fatto “inaccettabile”  che “alcuni di questi battelli di salvataggio non sono registrati regolarmente”; la nave ha la bandiera olandese e l’Olanda si rifiuta di occuparsene, con la scusa che è registrata come “battello da diporto”; il governo di Malta perciò “vuol vedere se adire alle vie legali a proposito degli  obblighi di un paese”, perché  “la legge del mare è chiara, lo stato in cui la  nave è registrata ha il diritto di ordinarle di smettere di bighellonare”.

Bighellonare (loitering): pensate se avesse usato questo verbo per gli eroici soccorritori di negri deportati dagli scafisti, i commenti indignati dei nostri giornalisti.

Ma c‘è di più. Il premier maltese conclude: “Siamo un paese sovrano e nessuno deve dettarci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare”. non ha mai enunciato una  frase così recisamente sovranista.

Passano i giorni  sulla Lifeline, con i 238  giovanotti che mangiano, dormono, fanno i loro bisogni in una barca pensata per 50. Al quinto giorno, col meteo in peggioramento, Axel Steier, definito “il rappresentante della ONG  tedesca” Lifeline, annuncia ai giornalisti francesi di aver chiesto il permesso di sbarco alla Francia e alla Spagna. “Per ora nessuna risposta”.

Poche ore dopo la risposta di Parigi: negativa. Non apre i porti. La ministra Loiseau (affari europei) non si priva di fare la morale all’Italia, non si deve “sostituire il diritto internazionale alla legge della giungla”, e insiste che ad accogliere i passeggeri deve essere l’Italia, il porto sicuro più vicino.

E insiste. Occorre: “una massiccia presenza dell’Europa nei porti italiani per identificare i passeggeri”. Nei porti italiani. L’idea di Macron: centri chiusi di detenzione in Sicilia, non in Francia (non sia mai). Fatto sta che  la stampa francese comincia a commentare su Macron ipocrita, che fa la lezione agli altri ma non  apre all’accoglienza.

La risposta della Spagna tarda. Alla fine arriva: Rifiuto. Porti chiusi. Eppure il governo Sanchez aveva fatto il gran gesto di lasciar sbarcare l’Aquarius qualche giorno prima, con 600 e passa passeggeri. Adesso il rifiuto è motivato così dal ministro dello Sviluppo, Jose Luis Abalos: la Spagna “non può diventare l’organizzazione di soccorso in mare per tutta Europa”. Sic: che l’Italia diventasse tale cosa, era l’evidente aspirazione di tuttti in Europa. Sanchez non ripeterà il generoso gesto dell’accoglienza dell’Aquarius. Tre giorni sono bastati  per renderlo meno “umano” e generoso».

Insomma, alla fine la Lifeline dichiara di essere stata rifiutata non solo dall’Italia, ma anche da Malta, Francia, Germania, Olanda, Spagna. «L’Europa progressista e umanitaria si è chiusa a  riccio – non meno di  quella “sovranista” e inumana».

Cos’altro c’è da aggiungere?

È questa l’idea di solidarietà europea per la quale dovremmo lottare? È questa l’Europa che dovremmo sentire casa nostra? Questa Europa costruita sull’inganno e sull’ipocrisia? Questa Europa schizofrenica che a parole sostiene la tratta degli esseri umani chiamandola accoglienza e nei fatti lascia l’Italia sola e abbandonata a se stessa? Questa Europa così vittima delle sue stesse menzogne e contraddizioni? Che ha distrutto la Grecia e si vanta di averla salvata? Che ha portato miseria, povertà e disoccupazione nei suoi Stati membri e tuona dall’alto della sua superiorità morale contro i populismi, unico argine a un potere totalizzante e dissolutore?

È per questa Europa che disprezza la democrazia in nome dello spread e dei mercati che dovremmo morire? Per questa Europa che sacrifica i popoli sull’altare della finanza internazionale? Per questa Europa così profondamente anticristiana, che ha rinnegato le sue radici e la sua cultura, demograficamente e spiritualmente morta?

No, grazie. Questa Europa delle oligarchie plutocratiche non è la nostra Europa.

 

Antonio Schiavone
Antonio Schiavonehttp://www.antonioschiavone.it
Antonio Schiavone, classe 1986, di Acerra (NA). Laureato in ingegneria informatica, vive e lavora a Torino come sviluppatore web. Scrive, principalmente in pausa pranzo e nel tempo libero, con la speranza di fare un po' di bene.
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