Ghera (): rifiuti dopo il Covid altro danno per imprese accoglienza e ristorazione

“Dopo il durissimo colpo inferto dal Covid19 con il confinamento e le chiusure forzate, l’assenza dei turisti, la cancellazione degli eventi e gli impiegati in agile, i ristoratori romani attendevano con ansia di poter accogliere clienti che speravano numerosi, stante il grande desiderio di stare in compagnia che si avverte in città, ma le cataste di immondizia che accerchiano i tavoli all’aperto fanno passare la voglia di cenette e aperitivi. “Il pasticciaccio brutto” dei rifiuti di Roma fa ancora più male oggi che la città si appresterebbe a vivere i giorni della ripresa. Le reciproche accuse che Raggi e Zingaretti si lanciano, rinfacciandosi errori, incapacità ed inerzie strategiche, non fanno altro che sancire la responsabilità di entrambi per questo disastro che tanto sta costando e costerà in denaro pubblico, qualità della vita, scadimento dell’immagine della città. Oltre al danno materiale dell’impraticabilità dei marciapiedi, e il surplus di disagio per disabili, anziani e bambini, oltre al fastidio dei miasmi che costringono a chiudere le finestre nonostante gli oltre 30 gradi, si aggiungono i rischi igienico sanitari per i cittadini adesso, e per gli operatori Ama quando riprenderà la raccolta.” Così in un comunicato, Fabrizio Ghera capogruppo di alla Regione Lazio.

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