Giorgia Meloni a Tunisi: nuovo accordo bilaterale per il Piano Mattei

Funzionano gli accordi con i Paesi nord-africani, la strategia voluta da Giorgia e dal governo italiano per fronteggiare l' clandestina. Lo dicono i numeri: nel 2024 i flussi provenienti dalla Tunisia sono diminuiti del 60%, mentre quelli provenienti dalla Libia del 37%. I dati emanati dal Viminale tramite i cruscotti statistici aggiornati di giorno in giorno, parlano chiaro: se, infatti, da Libia e Tunisia, nello stesso periodo dell'anno scorso, gli sbarchi superavano le 30mila unità, quest'anno toccano a stento le 15mila unità. In totale, al 17 aprile 2024, gli sbarchi sono stati 16.090; l'anno scorso, furono 34.343. L'impegno maggiore è profuso per combattere il traffico di esseri umani: stando ai dati forniti dalle autorità di Tunisi, i contrabbandieri fermati in questi mesi, da luglio 2023, quando è stato siglato lo storico Memorandum d'intesa, sarebbero circa 12mila.

Piano Mattei va avanti, Italia protagonista

Dinnanzi ai vittoriosi risultati conseguiti dal anche in fatto di immigrazione, dunque, l'intenzione è dunque quella di intensificare i rapporti con i Paesi di origine e di transito dei flussi migratori. L'obiettivo principale del Governo è quello di portare avanti la questione Piano Mattei, per favorire investimenti e sviluppo in Africa. In questo contesto si spiega la visita a Tunisi, conclusasi in queste ore, del presidente del Consiglio , che ha incontrato il suo omologo tunisino Kais Saied. Dopo, infatti, il prolifico incontro dello scorso luglio, in cui Giorgia Meloni è riuscita a coinvolgere anche le Istituzioni comunitarie (fu presente il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen) dando alla luce il Memorandum, ora l'Italia ritorna protagonista nei rapporti con l'area nord-africana, dando attuazione a quel modello di cooperazione tra pari che è alla base del Piano Mattei e della linea strategica scelta dall'esecutivo guidato da Fratelli d'Italia in merito alla questione migratoria.

I nuovi accordi siglati col governo di Tunisi

Giorgia Meloni è tornata in Tunisia accompagnata dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, dal ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e dal viceministro degli Affari Edmondo Cirielli. All'interno del Palazzo presidenziale di Cartagine, si sono svolti gli incontri bilaterali tra i rappresentati dell'esecutivo italiano e i loro omologhi tunisini, raggiungendo tre diversi accordi, rientrati nell'ambito del Piano Mattei: il primo è un Memorandum d'Intesa tra il Ministero dell'Università e della Ricerca italiano e il Ministero dell'Insegnamento Superiore e della Ricerca Scientifica tunisino, che si pone come fine quello di rafforzare la collaborazione tra i due Paesi in ambito universitario e di formazione, essendo già la Tunisia il secondo Paese africani con più accordi universitari con l'Italia e il secondo, a livello mondiale, per laureati nelle materie STEM. Il secondo, poi, è un Accordo per il sostegno al bilancio generale dello Stato tunisino, con particolare attenzione verso l'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Infine, un terzo accordo riguarda la concessione di una linea di credito in favore delle piccole e medie imprese.

Il Governo Meloni rafforza la cooperazione

Previsione, programmazione, lungimiranza: serve questo per risolvere la questione immigrazione, per superare la mera gestione e la semplice redistribuzione dei flussi. “Sul tema della gestione della migrazione – ha fatto sapere Meloni a margine dell'incontro – voglio ancora una volta ringraziare le autorità tunisine e il presidente Saied per il che cerchiamo di portare avanti insieme contro i trafficanti di esseri umani. Noi – ha aggiunto – sappiamo che la Tunisia non può diventare il paese di arrivo dei , su questo va rafforzata la cooperazione, vogliamo coinvolgere le organizzazioni internazionali, lavorare sui rimpatri ma soprattutto sui flussi regolari”. Bisogna trovare, insomma, un dialogo quanto più ampio con tutti gli attori in campo per cercare una soluzione univoca, che veda tutte le autorità dirigersi verso la stessa direzione: lo stop al traffico di esseri umani. “Vogliamo lavorare soprattutto sui flussi regolari – ha infatti detto Giorgia Meloni – come abbiamo fatto con il decreto flussi che consente a circa 12mila cittadini tunisini formati di poter venire legalmente in Italia. Sul fronte della migrazione legale credo si possa fare molto più da parte dell'Italia, ma è fondamentale che insieme lavoriamo per continuare a combattere gli schiavisti del terzo millennio, le organizzazioni della che per fare soldi facili sfruttano le legittime aspirazioni di chi – ha concluso – vorrebbe una vita migliore”.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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