Giorgia Meloni al «Corriere della Sera»: «Il rapporto con il passato? I problemi sono a sinistra. Noi contro i totalitarismi»

L’editoriale del presidente di FdI: «Fratelli d’Italia non è organico al sistema di potere. La classe dirigente guarda a noi con speranza»

Caro Direttore, reputo un segno di grande considerazione per Fratelli d’Italia l’editoriale dedicato ieri a noi da Galli della Loggia. Il professore afferma che Fratelli d’Italia potrebbe presto essere il partito di maggioranza di un governo di centrodestra e pertanto chiamato a guidare la Nazione. Già il fatto che il Corriere della Sera reputi «probabile» questa ipotesi rappresenta di per sé una piacevole notizia.

Non condivido però il resto dell’analisi fatta. non avrebbe una classe dirigente all’altezza del compito, come fu per il M5S. Il paragone però non regge. E non solo perché siamo l’unica forza politica a non aver governato con i grillini, ma perché siamo entità del tutto diverse. ha una grande profondità fatta da esponenti, a tutti i livelli, con una lunga storia politica, esperienze amministrative, impegno studentesco, radicamento associativo. Nessuna improvvisazione dalle nostre parti. Così come dispiace che anche Galli della Loggia ripeta l’infondata tesi secondo la quale dovremmo cominciare a «studiare i problemi e a declinarne le soluzioni». Senza polemica, ma sarebbe bastato leggere i programmi del partito, le tesi congressuali, le numerose proposte di legge depositate e le battaglie portate avanti da anni. Si possono contestare nel merito le nostre posizioni, ci mancherebbe, ma non sostenere che non siano esplicitate in modo chiaro. Ed è a queste tesi, serie e concrete, portate avanti con tenacia, senza ondeggiamenti, che Fratelli d’Italia deve il suo successo. È questo l’elemento che spesso sfugge nelle analisi sul nostro conto.

FdI pagherebbe inoltre, secondo Galli della Loggia, l’avversione della «classe dirigente del Paese» per una motivata, a suo giudizio, «pregiudiziale antifascista». Le cose sono ben più complicate di così. È verissimo che FdI non è organico all’attuale sistema di potere e di influenze che governano la macchina dello Stato. Ne andiamo fieri. È il Pd il partito del «Deep State», come lo chiamerebbero gli americani, quello che rappresenta la difesa dello status quo in Italia e in Europa. FdI è invece una forza che chiede cambiamento e rinnovamento. Non abbiamo l’ostilità della classe dirigente della Nazione: guardano a noi con speranza moltissimi magistrati, dirigenti pubblici, servitori dello Stato, accademici. Siamo il terrore però di chi vive di rendite di posizione, del «sistema Palamara», di chi percepisce pensioni d’oro immeritate, di chi fa carriera per la sua faziosità e non per i sui suoi meriti. E sì, lo sappiamo che tenteranno con ogni mezzo di impedirci di governare e cambiare le troppe cose che non vanno. Lo stiamo vedendo a Roma davanti all’ipotesi di avere come Sindaco della Capitale una persona preparata e con il supporto popolare come il professor Enrico Michetti, che potrebbe finalmente liberare Roma dalla palude di affarismo e malagestione nella quale è precipitata.

«FdI non deve ogni volta sviare il discorso sul fascismo». Mi sorprende sentir ripetere questa affermazione anche da una persona colta come Galli della Loggia. Il fascismo non è una «peculiarità» italiana. L’intera Europa è stata coinvolta e travolta dalla furia ideologica di nazismo, fascismo e comunismo. Si è voluto affrontare in modo definitivo la questione nel 2019 con un atto di grande coraggio: la Risoluzione del Parlamento Europeo sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa con la quale si condannano tutti i totalitarismi del ‘900. L’abbiamo votata senza alcuna esitazione insieme ai conservatori, ai popolari, ai socialisti, ai liberali di tutta Europa. Solo l’estrema sinistra europea e la sinistra italiana tutta, Pd compreso, hanno avuto problemi a seguire questa strada. L’eccezione in Europa in tema di rapporto con il passato e con i regimi totalitari riguarda la sinistra italiana, non Fratelli d’Italia. È tempo che la politica italiana faccia i conti con questa anomalia che rischia di marginalizzare la nostra Nazione nel contesto internazionale.

Giorgia
Presidente di Fratelli d’Italia

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