Green pass obbligatorio? Uccide la nostra libertà, guai ad imitare la Francia.

Non sappiamo ancora, nel momento in cui scriviamo, se l’ipotesi di introdurre anche in Italia il green pass obbligatorio praticamente per fare tutto diverrà realtà. Il governo sta studiando questa misura prendendo come modello la Francia di Macron. Qualche giorno fa infatti il Presidente francese ha varato l’introduzione di questa norma che consentirà a chiunque sarà munito di green pass appunto di recarsi nei ristoranti, bar, treni, mezzi pubblici e locali di vario genere. Il popolo francese è insorto ed è sceso in piazza per protestare contro quella che si definisce una misura liberticida e potenzialmente lesiva di quelli che sono i diritti della persona costituzionalmente garantiti.

Imitare la Francia?

Ora, una nazione come l’Italia, consapevole delle proprie radici e della propria storia, avrebbe dovuto allontanare subito l’idea di applicare questa misura su tutto il territorio nazionale, invece il governo che vorrebbe fare? Vorrebbe imitare la Francia per rendere obbligatorio il green pass anche da noi.

Tralasciamo qui tutta la polemica sulla campagna vaccinale; ci limitiamo a dire che la vaccinazione individuale, per quanto sia efficace e abbastanza risolutiva in caso di contrazione della malattia da Covid 19, resta una libera scelta e non deve diventare un obbligo per chi si deve o meno vaccinare. Né è lecito, in un Paese civile e democratico come il nostro, condurre una caccia all’untore (cioè al non vaccinato) precludendo a quest’ultimo qualsiasi attività sociale se non munito di vaccino.

Tornando al green pass, va detto che Draghi e i suoi ministri mancano da tempo di una strategia chiara e netta per affrontare l’emergenza sanitaria (se di emergenza ancora si tratta…) e si preferisce andare a rimorchio di paesi stranieri – in questo caso la Francia – per mutuare strategie fallimentari e lesive delle libertà individuali. Questo si verifica se un esecutivo manca di una visione identitaria del sistema-Paese, se naviga a vista, se – in altre parole – sceglie di imitare altre nazioni dimenticando la propria storia e i propri valori.

Perché la parola “identità” spaventa tanto?

Poniamo dunque un interrogativo a chi ci governa: non sarebbe il caso di adottare un piano realmente incentrato sull’Italia per fronteggiare quel che resta del Covid anziché studiare misure introdotte in altri paesi? E poi: perché la parola “identità” vi spaventa così tanto? L’identità è ciò che caratterizza una nazione, ciò che la contraddistingue dalle altre, ciò che la rende speciale e diversa (viva Dio) da tutte le altre. Al momento, solo Fratelli d’Italia ha chiaro tutto ciò ma si spera che anche altri nel centrodestra possano sposare la causa identitaria, causa che – se abbracciata con forza e convinzione – permetterebbe di evitare l’introduzione di misure come quella del green pass.

Se davvero vogliamo bene all’Italia e agli italiani, dobbiamo far sì che il governo ritrovi una propria strategia per fronteggiare questa pandemia che pare non voler arrestarsi; il centrodestra tutto ritrovi unità e coesione per dire no all’introduzione di misure che danneggiano la nostra economia, il nostro vivere e la nostra socialità.

Angelica Stramazzi
Angelica Stramazzi (Anagni, 1986), giornalista pubblicista. Ha studiato Scienze Politiche presso la Luiss "Guido Carli" di Roma; attualmente iscritta al corso di laurea in Relazioni internazionali per lo sviluppo economico (Universitas Mercatorum), scrive di politica da oltre dieci anni. Collabora con il mensile Il Monocolo e diverse testate online.

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Luca

Articolo molto chiaro e ben scritto!
Brava Angelica Stramazzi.

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