Guanti bianchi per chiedere “procure pulite”: il flash mob di Fratelli d’Italia

Guanti bianchi e uno striscione con scritto: “Procure pulite, basta LOTTIzzazione della giustizia”. Così i senatori di Fratelli d’Italia hanno manifestato stamattina davanti al Senato; la loro richiesta è l’istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare sulle “commistioni tra politica e magistratura” e “l’azzeramento del Csm”.
Sotto accusa il recente scandalo che ha investito il Csm, con la notizia dell’apertura di un fascicolo su un presunto sistema di corruzione che – in cambio di viaggi e regali di vario tipo – permetteva di condizionare le sentenze presso il Consiglio di Stato, confezionare dossier ad personam ed influenzare nomine.
Diversi i nomi coinvolti, uno tra tutti il Pm di Roma Luca Palamara, ex membro del Csm ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati accusato di corruzione; ma anche deputati del Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri, la cui presenza pare accertata in incontri, avvenuti al di fuori della sede istituzionale del consiglio e aventi ad oggetto anche la nomina dei procuratori di Roma e Perugia.

La commissione d’inchiesta e l’azzeramento del Csm

I senatori di Fratelli d’Italia non usano mezzi termini, e come spiega la senatrice Daniela Santanchè: “ è l’unico movimento politico che ha preso una posizione netta e chiara: vogliamo procure pulite, per questo formalizzeremo oggi la richiesta di una commissione di inchiesta bicamerale sulle commistioni tra la politica e la magistratura”.
Anche il senatore Alberto Balboni, capogruppo in commissione Giustizia, parlando del “più grande scandalo che coinvolge la magistratura dal dopoguerra a oggi” sottolinea la gravità dello “strapotere delle correnti del Csm su nomine, promozioni e trasferimenti”. Mentre il capogruppo Luca Ciriani riflette sull’importanza di restituire imparzialità da parte di un organo che “a causa dello strapotere delle correnti non ha garantito”.
Un’azione concreta e decisa dunque, quella che chiede Fratelli d’Italia, per rispondere ad una necessità che per molti esiste da circa trent’anni e che si trova al centro del dibattitto politico da molto tempo: un intervento urgente sulla giustizia.
Dopotutto, ripetono i senatori di a margine del flash mob, nel contratto di Governo la riforma costituzionale sul tema della giustizia è prevista. Non resta che sperare.

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