Hitachi, Capecchi (FdI): “Serve un ragionamento condiviso per rafforzare il ruolo di Hitachi a Pistoia, ma Giani è troppo impegnato in una quotidiana campagna elettorale”

“Il Governatore era stato persino indirizzato dal Consiglio regionale, approvando una mozione con primo firmatario il sottoscritto, che chiedeva un impegno per rafforzare la presenza di Hitachi e fare della Toscana e di Pistoia il polo dello sviluppo del materiale rotabile”

“Su Hitachi sia i sindacati sia le istituzioni locali, a partire dal Comune, ed il Consiglio regionale hanno chiesto alla Giunta toscana di sviluppare un ragionamento ampio e condiviso per rafforzare la presenza di questa multinazionale, del settore dei trasporti, a Pistoia. Un ragionamento condiviso sullo sviluppo, sulla ricerca, sugli enti e le realtà associative dell’indotto e su uno sviluppo urbanistico all’interno del polo di Pistoia. Tutto questo sembra sfuggire dall’agenda del Presidente Giani che, ieri era stato invitato al convegno della Fiom Cgil, ma che mesi fa era stato invitato anche dal sindaco Tomasi ed era stato indirizzato dal consiglio regionale approvando una mozione, primo firmatario il sottoscritto, con cui si chiedeva un impegno condiviso per rafforzare il ruolo di Hitachi sul territorio così da fare della Toscana e di Pistoia il polo dello sviluppo del materiale rotabile. Una situazione, forse, complicata da gestire per Giani troppo impegnato in una quotidiana campagna elettorale” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, vicepresidente della Commissione Trasporti.

“Su Hitachi Giani si distingue in sconclusionate fughe in avanti che non tengono conto delle istituzioni locali e del territorio. Senza dimenticare le piroette del Presidente sulla questione Pnrr –sottolinea Capecchi- Non rispetta e non dà conto degli atti di indirizzo del Consiglio regionale, ad oggi non ha realizzato alcunché, non ha preso in considerazione neppure la richiesta, avanzata da Fratelli d’Italia, di creare un portale per mettere tutti nelle condizioni di capire con trasparenza quello che sta succedendo sul Pnrr, e quali sono le zone della Toscana più avanti e quelle invece rimaste più indietro sui progetti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza”.

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