Il 4 novembre è di nuovo festa dell’Unità nazionale: il sì definitivo della Camera a difesa dell’italianità

Dopo 48 anni viene ripristinato il 4 novembre, festa dell'Unità Nazionale. Nel corso degli anni, infatti, quella che, in realtà, è una delle festività pi importanti della nostra Nazione, che ripercorre la nostra storia e fondamentale in un contesto internazionale così agitato in cui il senso di appartenenza viene continuamente messo in discussione da altre ingerenze, era stata declassata prima a semplice giornata di celebrazione delle Forze armate per poi passare nell'oblio negli ultimi anni. Con il voto definitivo della , arrivato ieri dopo il sì di luglio del , il 4 novembre tornerà a essere la festa dell'Unità nazionale e delle Forze armate. Gli enti locali e le scuole saranno così invitate a proporre attività di commemorazione della ricorrenza.

Il 4 novembre si festeggia, nel dettaglio, l'Armistizio di Villa Giusti, siglato il 3 novembre 1918 ed entrato in vigore proprio il 4 novembre del 1918 tra l'Impero austro-ungarico e il Regno d'Italia, a conclusione della Prima Guerra Mondiale con la quale uno dei più grandi imperi della storia venne soppiantato dall'esercito italiano in quella gloriosa rinascita che portò i soldati dalla disfatta di Caporetto alla vittoria di Vittorio Veneto. L'Italia, grazie a quell'armistizio, ottenne il possesso di alcune delle terre promesse nel patto di Londra: il Trentino, l'Alto Adige, la Venezia Giulia con la città di Trieste e l'Istria, con la città Pola. Fu così che venne a compimento, in quella che molti ritengono la quarta guerra d'indipendenza italiana, l'unificazione del popolo italiano, italofono e patriota, che cercava di riunirsi in una sola cosa fin dal periodo risorgimentale. Un processo tanto lungo quanto tortuoso che, a distanza di più di cento anni dal suo completamento, è bene festeggiare, nel ricordo dei soldati che persero la vita in nome del più alto ideale, la Patria.

Il 4 novembre si commemora anche l'ardore dei militari italiani che proprio durante la Grande Guerra, riuniti nelle trincee, riuscirono a ritrovare quell'unità che secoli di campanilismi, frontiere interne e particolarismo avevano ostacolato. Un'unità anche linguistica: la frontiera e la tragica quanto eroica esperienza della guerra come primo vero fenomeno di unificazione nazionale. Il 4 novembre venne anche deposto il Milite ignoto presso l'Altare della Patria, nel 1921, in una cerimonia che vide Maria Bergamas diventare la madre d'Italia. A quei soldati, che difesero i confini nazionali non solo a protezione della propria abitazione, che poteva anche distare chilometri, ma dell'alto ideale riscoperto, la Patria, va il ricordo del 4 novembre. Specialmente a quelli che in quelle trincee pagarono a caro prezzo la loro italianità al fine di preservare con orgoglio un sentimento di appartenenza che noi generazioni del XXI secolo, in un periodo di forte annichilimento e di omologazione a livello internazionale, sotto le spinte della globalizzazione e della suprema lex mercatoria, abbiamo l'onore di non far scomparire.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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