Il balletto dell’accoglienza

Se non si è completamente stupidi, assistere a questa pantomima tra la UE, Malta, l’ONU, Di Maio, Conte, Bergoglio e pure Salvini, risulta davvero stucchevole.
Pensavamo che con l’avvento della Lega al governo, una volta e per tutte venisse messo un punto fermo almeno sull’annoso problema dell’immigrazione clandestina che ci ha veramente torturati negli ultimi 5 anni. E sembrava che davvero andasse così, o che almeno la situazione fosse destinata a chiarirsi. Il blocco dei porti alle navi Ong era stata un’ottima mossa che finalmente aveva messo in difficoltà i trafficanti di uomini. Naturalmente, ci si aspettavano anche le dure reazioni che immancabili sono arrivate, ma era anche impensabile credere che “asciugare” una così ricca fonte di guadagni non avrebbe scatenato problemi.

A un certo punto, l’Italia intera si è trovata d’accordo con le decisioni del novello ministro degli Interni, Matteo Salvini, e tutti hanno tirato un sospiro di sollievo quando una delle prime decisioni dal Viminale è stata proprio quella di chiudere i porti e di dire a voce alta alla UE che l’Italia non è il campo profughi dell’Europa, e la firma del Dublino ter, voluta dal governo Letta, che obbliga il primo porto di sbarco ad accogliere chiunque vi arrivi, è un enorme problema per un Paese come il nostro che vanta oltre 7400 chilometri di coste. Addirittura una follia se per buona parte si rivolgono verso le rotte più battute dai migranti.
Per un po’, diciamolo, abbiamo vissuto una sorta di “tranquillità sospesa”. Dopo qualche nave Ong che ha tentato di fregarsene per blocco dei porti e di forzare la mano al governo, sembrava proprio che la situazione fosse controllata dal buonsenso quando non dalla volontà, ma era un’impressione falsa, probabilmente determinata solo dal periodo dell’anno, che essendo inverno pieno e nemmeno troppo mite rispetto agli ultimi tempi, evidentemente creava problemi a chi era pronto a salpare. E infatti sono bastati pochi raggi di sole anche con temperature molto basse ed ecco i migranti tornare a sfidare la natura e la fortuna, e le solite Ong pronte a correre “in aiuto” per poi ricominciare la solita pantomima di “dove ti scarico il migrante”, e “come stanno male 49 persone in tutto suddivise su 2 navi”. E per il resto?

Malta non vede. Pare anzi non abbia proprio più acque territoriali. Comunque non ce le ha se si tratta di tirare su marocchini, algerini, tunisini, egiziani, afgani, pakistani o chiunque altro decida di essere stufo a casa sua e di voler trovare un posto caldo altrove. La Spagna negli ultimi mesi ne ha tirati su qualche centinaio – molti dei quali rispediti prontamente a casa senza troppo clamore – e per questo ha, diciamo così, esaurito il contingente. La UE nemmeno a parlarne, anzi pare proprio che si sia deciso di cancellare il termine migrante dai vari vocabolari, e tutti appaiono molto distratti. L’ONU a parte dire “accogliete, accogliete” non ha mai fatto, e da inutile e costoso qual è continua così. Perciò resta l’Italia, e qui arriva il bello, si fa per dire.

Parte Di Maio, che alla faccia di un governo che almeno su questo capitolo dovrebbe aver messo un punto fermo – visto che, se non se ne sono accorti è grazie alla politica sui migranti di se sono ancora guardati con tanto favore – se ne esce come se fosse sbarcato da marte ieri mattina e decide che possiamo accogliere le donne e i bambini imbarcati insieme ad altri 39 sulle due navi. Quindi si tratterebbe di 10 tra donne e bambini tra cui tre minori non accompagnati – e questi ci scommettiamo bambini proprio non sono – che secondo i grillini al governo, possono arrivare. Ma dalle navi fanno sapere che assolutamente non se ne parla perché le famiglie – magari disperate –non ci pensano per niente a dividersi. Quindi, questi bambini saranno tanto disgraziati a trovarsi in mare da 12 giorni, ma a papà e mamma gliene frega pochino, visto che non accettano nemmeno un allontanamento momentaneo per il bene della prole a cui hanno fatto rischiare la pelle imbarcandola su un gommone di dicembre.

A Di Maio fa eco Conte, il nostro “trasparente” premier, che a questo punto sostiene che possiamo accogliere donne e bambini con rispettivi maschi di casa, in tutto 15 persone, se non fosse che per prenderle dovrebbero sbarcare a Malta, dove invece non li fanno sbarcare nemmeno se sanno che ripartirebbero al volo. Giusto perché si fidano…
In ogni caso, Salvini – l’unico che continua a rendersi conto di come gli italiani vedono l’immigrazione – mantiene la linea dura, e ribadisce che non c’è accoglienza per nessuno. Giustamente, aggiungiamo noi. E mentre dopo aver sostenuto di non accettare come legge dello Stato il decreto sicurezza, i sindaci Leoluca Orlando Cascio e Luigi DeMagistris, rispettivamente a capo di Palermo e Napoli, città che tutti conoscono per la mancanza di problemi, hanno già detto di essere pronti ad aprire i “loro” porti, nemmeno se li fossero comperati.

Risponde loro Giorgia Meloni, che al governo non c’è, visto gli strambi atteggiamenti di Salvini che le preferisce i comunisti riciclati come Fico: “Se di Maio avesse voluto continuare ad accogliere immigrati”, dice la leader della destra italiana,”avrebbe fatto meglio a governare con il Pd, come aveva tentato senza successo a inizio legislatura. La soluzione non è l’accoglienza indiscriminata, né sperare che basti chiudere i porti. L’unica soluzione concreta è il blocco navale al largo della Libia per impedire ai barconi di partire. Questo farebbe Fratelli d’Italia al governo”.

Su tutti si fa sentire la voce di Bergoglio, che non spende una parola sulla fossa comune con almeno 34 cristiani etiopici scoperta di Libia, ma appena sente parlare di migranti non riesce a tacere e torna anche lui a invitare all’accoglienza. A casa nostra, mica nei giardini vaticani, o nei bed and breakfast vaticani, o negli ostelli vaticani, o negli alberghi vaticani, o nei conventi vuoti vaticani ecc ecc.
Sembra un destino. Anzi. Una maledizione.

RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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