“Il coprifuoco è per il tuo bene!”

“Il coprifuoco è per il tuo bene!” Questa la frase che ci stiamo sentendo ripetere in continuazione, questo quello di cui vogliono convincerci. Ci vogliono convincere che alle ore 20:00 non ci sia alcun problema ma che alle 22:00, puntualissimo, devi fuggire perché il “rischio” ha finito di cenare, gli rode il culo e fa una strage. Così come hanno cercato di convincerci che stare tutti ammassati dentro le metropolitane o gli autobus non fosse pericoloso, il rischio si sa, non prende i , il rischio segue il jogger, l’anziano seduto da solo sulla panchina, il tuo cagnolino quando lo porti al , è come i leoni, attacca mai il gruppo, sempre il singolo che sta per cazzi suoi. Quanto è infame ‘sto rischio, che si insinua nelle manifestazioni dei lavoratori perché sente la puzza di destra diventando letale e quanto mite, tranquillo invece sia il 25 aprile a . Estremamente tranquillo quando sente la techno e rabbioso è aggressivo quando sente una lavoratrice piangere ed inginocchiarsi perché non ce la fa più. Questo rischio è intelligente, pensa e decide come e quando colpire, chi non è intelligente è invece chi pensa che questo rischio sia superiore ad altri rischi. Chi lo vede peggiore del rischio isolamento, del rischio depressione, del rischio perdita del , del rischio di abituarsi a un tenore di vita innaturale, tutti attaccati ai monitor ordinando cibo spazzatura per darci l’illusione di poter ancora levarci qualche sfizio, per qualche minuto, per poi ripiombare in una vita per cui non siamo tagliati, che non sosteniamo. Più stiamo attaccati ai monitor più veniamo bombardati da altre questione che ci distraggono: gli smalti da uomo, il catcalling, la legge Zan, e intorno a questi temi ci si scatena, ci si offende, ci si arrabbia, perché quando ti viene levato tutto pensi che il minimo che ti sia concesso sia vitale, il problema non è la tua libertà o il tuo , ma l’inclusione, la parità di genere, il razzismo, chi più ne ha più ne metta, c’è spazio per qualunque genere di benaltrismo, basta che non ti accorgi di come stai. Allora diventa vitale Netflix, diventa vitale prendere l’una o l’altra parte dello scandalo del web del giorno, diventa vitale ordinare su just eat, e poi quando hai finito il panino, quando hai finito di indignarti e premere i tasti di una tastiera, convinto di essere più libero che mai, ti ritrovi meno libero di sempre e tutti i buoni propositi che ti eri ripromesso , vita più salutare, maggiori rapporti sociali, rispetto per l’ambiente compreso quello di consumare meno plastica e per cui alzavi la voce capitanato da una bambina con le treccine (che faceva molto acqua e sapone)fino a prima di tutto questo, si perde nel vuoto della tua noia se sei fortunato, nella tua disperazione se non sei fortunato affatto, tra un panino oleoso, un commento odioso e la solitudine.

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