Il debito pubblico italiano decresce più di tutti e torna nelle mani degli italiani

Chiude la quinta giornata di collocamento del Btp Valore. Con gli oltre 1,37 miliardi registrati ieri, la terza edizione del nuovo titolo riservato ai piccoli risparmiatori ha raggiunto in totale quota 18,32 miliardi di euro, facendo di fatto meglio rispetto alle altre due edizioni del titolo: a giugno la somma raccolta ammontava a 18,32 miliardi, mentre a ottobre a 17,2 miliardi di euro. Un primato del resto già annunciato: solo nei primi due giorni, il Btp Valore aveva ottenuto 11 miliardi di euro grazie a più di 300 mila contratti con la media di 30.000 euro per investimento, a dimostrazione che sono stati attratti maggiormente i piccoli risparmiatori. Il titolo dura sei anni con un tasso di interesse fino al 4% e un premio per chi detiene il titolo fino alla sua scadenza. È anche grazie al nuovo Btp che è tornata a crescere la quota di debito pubblico in mano alle famiglie, che ha raggiunto nell'ultimo periodo il 13%. Il presidente del Consiglio Giorgia ha accolto con estremo favore il fatto che il debito pubblico è tornato nelle mani degli italiani: “Lo interpreto come un segnale di fiducia da parte di cittadini e risparmiatori” ha detto al Tg2; il suo obiettivo è chiaro: bisogna “riportare il debito pubblico italiano il più possibile nelle mani degli italiani”. Una strategia che creerà un circolo virtuoso nel quale gli interessi pagati dallo Stato consentiranno non solo ai piccoli risparmiatori italiani di godere di un plus su stipendi e pensioni dopo anni di sacrifici, ma anche di reinvestire quei frutti in Italia, contribuendo ancora alla crescita, appunto, dello Stato. Questo risultato, ha concluso , “ci consente da una parte di dare ai cittadini uno strumento per mettere in sicurezza i risparmi e dall'altro di essere più padroni del nostro destino perché quando il tuo debito pubblico è nelle tue mani sei meno sottoposto alle pressioni esterne”. Anche Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla , si è detto soddisfatto per questo risultato: “La tendenza di cittadini e imprese è quella di investire in Italia e questo soprattutto grazie alle politiche economiche prudenti e coerenti del che sta realizzando una serie di riforme essenziali, che garantiscono stabilità e crescita, a partire da quella fiscale per arrivare alla piena implementazione del PNRR. Spiace per le sinistre che tifano contro”.

E ancora sul debito pubblico, un nuovo dato pubblicato questa mattina dal Sole 24 Ore evidenzia come il debito italiano, a differenza della narrazione che persiste a livello internazionale, sia in realtà quello che negli anni si è ridotto più di tutti in . Dal 1996, infatti, il debito pubblico non dipendente dagli interessi si è ridotto di 317 miliardi. La Germania, seconda in questa classifica, ha visto invece crescere il debito di 95 miliardi. Altri Paesi come la Spagna e la Gran Bretagna, poi, hanno conosciuto un incremento dell'indebitamento esclusi gli interessi rispettivamente pari a 570 e 889 miliardi. Quello americano supera i 12 mila miliardi. Emergono, dunque, due riflessioni: la prima è che la reputazione italiana a livello internazionale deve cambiare, e se solo ora, col governo Meloni, qualcosa sta cambiando, vuol dire che negli anni precedenti non è stato fatto abbastanza dai nostri rappresentati; la seconda è che anche l'Europa deve cambiare passo, eliminando quella forte pressione fiscale che impone ai suoi Stati membri che, nei fatti, non ha prodotto altro che un calo della competitività.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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