Il fallimento di Immuni: non la usano nemmeno i sostenitori del Governo.

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Dopo un relativo periodo di oblio, servito a far sedimentare le critiche iniziali, torna con fragorosa vivacità il tema Immuni. Il Governo per bocca del ministro Pisano, madrina dell’iniziativa di concerto con il Ministro Speranza, non perde occasione per rammentare l’importanza di scaricare l’App di tracciamento sociale, a suo dire panacea di tutti i mali. Uno spazio di primo piano lmmuni se l’è ricavato anche grazie al Satrapo Conte, in questi giorni affaccendato a spiare nelle case degli italiani per vedere se si cena in più di sei e se si indossa la mascherina anche a letto.

In questa follia collettiva il mantra è: “scaricate Immuni! E’ un atto di responsabilità, è un gesto di civiltà, è volere bene a se stessi ed alla comunità” … Stucchevole retorica, che come molte delle imposizioni di questo ultimo periodo, cerca di far leva sul senso di colpa dei singoli per coprire le incapacità dei governanti. Ma è sotto gli occhi di tutti che Immuni è stato un assoluto e incontestabile flop, dall’esiguo numero di coloro che hanno aderito all’iniziativa scaricandola, fino all’irrilevante numero di positivi rilevati grazie al tracciamento… solo 13.

E questo per una serie di motivi, in primo luogo perché, come segnalato in questi giorni anche dalla Meloni, le strutture territoriali non sono assolutamente in grado di mettere in atto le operazioni di back office necessarie a mettere a regime il sistema. Molti dei positivi al virus che hanno segnalato alle autorità sanitarie il possesso di Immuni, hanno ricevuto in risposta il nulla. Nessun tracciamento, nessun controllo dei dati, nessun raffronto incrociato. Ma si aggiunge a questo anche la totale sfiducia dei potenziali utenti, che hanno ben percepito sia la poca trasparenza dei procedimenti per l’introduzione della APP, sia il tangibile e fondato pericolo di violazione della privacy, oltre che l’incertezza degli esiti di un eventuale alert positivo. In molti si sono chiesti, e su questo non sono state date risposte dal Governo, cosa sarebbe accaduto se ricevendo l’alter sul proprio cellulare non si fosse provveduto ad avvisare le ASL competenti. O cosa sarebbe accaduto in caso di contatto con falsi positivi. Troppe le incognite, i timori fondati, a cui non sono seguite risposte soddisfacenti, hanno sostanzialmente determinato il fallimento del progetto.

La sfiducia nel tracciamento sociale è così tanta da non sfondare neanche tra i membri del governo, o della maggioranza, o tra i “giornalisti allineati” che se da un lato non hanno perso occasione per convincere gli italiani, come fanno i teleimbonitori, che scaricare Immuni era cosa buona e giusta, dall’altro si son ben guardati dal farlo. Siamo curiosi dunque di sapere se tutti i personaggi noti risultati positivi avessero sui loro dispositivi mobili scaricato l’applicazione: dal sottosegretario Merlo, passando per i senatori grillini Mollame e Croatto, sino al direttore de LA Stampa Giannini

Emblematico è il caso Lorenzin: ex ministro della salute e oggi responsabile del Forum salute stili di vita del Partito Democratico, che risultata positiva al Covid  è stata beccata sprovvista della salvifica APP … avrebbe avuto a suo dire problemi col cellulare e non sarebbe riuscita ad installarla. E mentre la sua collega Pisano si sgola in ogni dove per indurre all’utilizzo di Immuni e il suo presidente del Consiglio fortemente la caldeggia, stimolando il senso di responsabilità, alla Beatrice nazionale il cellulare fa le bizze e rifiuta il download.

E allora, senza sentirci colpevoli se vogliamo tutelare la nostra privacy e se non intendiamo cedere di fronte ad evidenti quanto insopportabili soprusi, i problemi col cellulare li possiamo accampare tutti noi italiani. E potremmo sottoscrivere senza infingimento un nuovo modello di autocertificazione, in cui dichiariamo che il nostro smartphone ha insuperabili problemi ad installare applicazioni introdotte d’imperio e senza i prescritti passaggi parlamentari, con procedimenti opachi e in contrasto con le più elementari e basilari norme di buona amministrazione, in aperta violazione della riservatezza e sostanzialmente inutili allo scopo dichiarato. Il nostro smartphone pretende il rispetto delle regole e dei protocolli e non cede di un millimetro di fronte a tentativi di introduzione di strumenti di controllo sociale …  perchè Immuni, inserita in un contesto paradossale di restrizioni insensate e di marcato stile orwelliano, sembra virare proprio in questo senso.

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