Il Ministro della difesa tunisino ha elogiato il “Piano Mattei”: le relazioni italiane nel Mediterraneo

L'impegno nelle relazioni internazionali del Premier sono piuttosto rinomate al giorno d'oggi, ciò che ha fatto scalpore è proprio il suo impegno nell'applicazione del “Piano Mattei” , al cui interno c'è anche un attenzione particolare nei riguardi dei paesi africani e la risoluzione del problema migratorio.

A tal proposito, il Ministro della difesa tunisino, Imed Memmich ha elogiato il precedente disegno italiano sul piano della cooperazione con il continente africano, asserendo che questo partenariato sia in grado di rafforzare le relazioni tra pari. Il politico di cui sopra, ha inoltre dichiarato che questa trovata sarà capace di ampliare i vantaggi che ogni paese coinvolto potrà acquisire in qualche modo, tramite investimenti multisettoriali e sviluppo integrato.

La collaborazione con i Paesi africani è molto importante, poiché durante “l'Italia scorsa”, le personalità incaricate di stabilire nuovi rapporti coesi con queste realtà non se ne sono minimamente interessati. Il punto è che la cooperazione tra stati, fin dall'alba della civiltà, è uno dei metodi più utili a livello diplomatico per evitare alterchi ed incomprensioni, le quali se mal digerite rischierebbero di minare per lungo tempo le relazioni tra due o più parti.

Corretto investire nel piano “ItaliAfrica”, anche per accordarsi con gli altri Capi di stato sulle soluzioni da prendere in considerazione nell'ambito migratorio: da tempo l'Europa ed in particolar modo l'Italia, hanno fortissime difficoltà a gestire i flussi di coloro che scelgono di lasciare la propria terra per avvicinarsi verso gli altri stati europei. Il punto è che le possibilità di accogliere nuovi stanno diventando inferiori e di certo svuotare il continente africano non sarà la soluzione adeguata per risolvere le crisi economiche e politiche sui territori di riferimento.

ha lavorato a stretto giro anche con altri Leader europei come Rishi Sunak, Premier britannico, per trovare una soluzione adeguata alle migrazioni incontrollate: a tal proposito, la capillare ricerca di contatti da parte dell'Italia in merito alla questione citata in precedenza, non riguarda soltanto gli stati membri UE, ma anche tutti coloro che hanno deciso di uscirne e che indipendentemente dalle scelte nazionali fanno comunque parte del continente europeo.

Tornando alle collaborazioni tra Italia ed Africa, bisogna mettere in conto la centralità che hanno gli sbocchi marittimi nello scenario globalizzato attuale: d'altro canto il Mediterraneo è un rinomato sbocco commerciale, oltre che luogo di transito delle migrazioni. Di conseguenza, lo scopo del piano “ItaliAfrica” è proprio quello di valutare tutte le implicazioni offerte dalle nuove collaborazioni.

Il signoraggio di alcuni paesi europei come la Francia, ha portato l'Africa ad essere sfruttata economicamente, come stabilì tempo fa Giorgia Meloni durante una trasmissione: il compito di questo nuovo paradigma, di cui ha parlato lo stesso Ministro della Difesa tunisino, richiede l'impegno di tutti ed ugualmente riconosciuto per ogni stato. Lo scopo di questo nuovo sistema d'interscambio tocca i punti nevralgici dell' e della cooperazione, fondamentali per lo sviluppo e la manutenzione dell'indipendenza africana rispetto all'Occidente, con l'auspicio che quest'ultima possa durare nel tempo.

Gabriele Caramelli
Gabriele Caramelli
Studente universitario di scienze storiche, interessato alla politica già dall’adolescenza. Precedentemente, ha collaborato con alcuni Think Tank italiani online. Fermamente convinto che “La bellezza salverà il mondo”.
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