giovedì, Settembre 24, 2020

Il mistero del Da Vinci scomparso

E’ un regalo recente della fortuna, perché da secoli il dipinto si riteneva scomparso. A testimoniare che un tempo fosse esistito, un’incisione da esso ricavata da Wenceslaus Holar nel 1650 circa poi… più nulla.

Un “quadretto” a ben vedere questo , per quanto si possa mai definire tale un’opera di , olio su tavola (66×46 cm) che il maestro dipinse intorno al 1499 e che piacque talmente tanto da originare un numero imprecisato di copie, che concorsero a far perdere di vista l’opera originale.

Finì in un convento di Nantes? Oppure nella collezione privata di Carlo I° d’Inghilterra? O forse era proprio il nostro il piccolo quadro di scuola leonardesca comparso nel XIX secolo nelle raccolte di Sir Francis Cook, che lo vendette poi al barone di Lairenty e successivamente al marchese de Ganay, a ? Non è chiaro. Quel che si sa è che un bel giorno quest’olio su tavola venne portato in visione ai curatori del Metropolitan Museum per una valutazione, creando non poco scalpore già alla sua prima apparizione. Poi, venne sottoposto anche ai curatori del Museum of Fine Arts di Boston, ma malgrado i tanti indizi, sia i primi che i secondi non diedero su esso un giudizio definitivo. Infine nel 2010 il quadro venne stato portato alla National Gallery dove Nicholas Penny, il direttore, invitò quattro studiosi per valutarlo: Carmen C. Bambach, curatrice del dipartimento di grafica del Metropolitan Museum, Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio, studiosi milanesi autori di diversi saggi su Leonardo e sul Rinascimento, e Martin Kemp, professore emerito di storia dell’arte all’Università di Oxford e noto studioso di Leonardo. I pareri furono tutti positivi, così si è deciso di procedere al restauro e di esporre l’opera alla grande mostra monografica su Leonardo che si è tenuta nel museo londinese dal 9 novembre 2011. La fortuna, dunque, aveva restituito ai posteri un’altra preziosa opera del grande Maestro.
Qualcuno, però, a un certo punto ha deciso di volere l’opera solo per sé. Valutata intorno ai 200 milioni di dollari, è stata poi venduta privatamente nell’estate del 2013 per 75 milioni di dollari. Nel novembre del 2017 il è stato venduto di nuovo questa volta all’asta da Christie’s per 410 milioni di dollari (450 milioni con i diritti d’asta) dal presidente della squadra di calcio AC Monaco Dmitri Ryobovlev che l’aveva acquistata per 108 milioni di euro.

Anche se all’inizio il nome dell’acquirente che ha sborsato una cifra simile non era stato reso pubblico, alla fine è trapelato che dovrebbe trattarsi del principe ereditario saudita, Bader bin Abdullah bin Mohammed bin Farhan al- Saud (e scusate se abbiamo messo il nome per esteso, ma uno che spende 450ml di dollari per un quadro se lo merita). La rivelazione è arrivata dal che aveva avuto accesso ai documenti della vendita. Ma non è stata mai confermata da Christie’s, che ha gestito l’asta, né dal diretto interessato.
E poi? Poi, niente. Incredibile ma vero, all’improvviso si era smesso di parlare dell’opera che, dopo essersi aggiudicato il titolo di quadro più costoso della storia, è uscita dalle cronache.

Magari perché a un certo punto aveva cominciato a girare insistente la voce che il è in realtà un falso? O meglio, che non si tratterebbe di un’ opera di , ma di qualche allievo della sua scuola? Forse. Ciononostante, l’opera doveva essere esposta già a fine 2019 negli Emirati. In più, secondo fonti non accertate, sembra che il di avesse deciso di esporre proprio il per i 500 anni dalla morte di Da Vinci, ma che avrebbe avuto enormi problemi a localizzare il quadro, e di aver desistito nella ricerca quando la stessa non ha dato risultati. Molte chiacchiere in proposito, con Manuel Rabaté, direttore della nuova sede del negli Emirati, che aveva più volte detto: “Il non appartiene al museo e quindi la decisione di esporlo non spetta a noi, ma al Dipartimento della Cultura e del turismo di Abu Dhabi”.

E il presunto compratore dell’opera, il nostro bel principe ereditario Mohammed? Lui tace, e certo nessuno può obbligarlo a rispondere. Sull’argomento si esprime però una voce nostrana, Vittorio Sgarbi: “Oggi che dovrebbe essere esposta al fianco della al a o ad Abu Dhabi, l’opera sparisce. Questo mi induce a pensare che qualcuno abbia insufflato nel facoltoso acquirente il dubbio che la tavola non sia di Leonardo. Però sono tutte osservazioni senza fondamento di prova”, ha sottolineato il Professore, che ha concluso: “C’è un vento sfavorevole che induce a farla dimenticare piuttosto che a farla ricordare”.

Beh, noi non siamo d’accordo, e continueremo a monitorare la faccenda. Insieme a voi.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

1 commento

Subscribe
Notificami
guest

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

1 Commento
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments

[…] in cronaca. Si tratta di un dipinto su tavola di cui vi abbiamo già parlato tempo fa anche qui su La Voce del Patriota. Il dipinto, denominato “Salvator Mundi” è stato battuto all’asta nel 2017 per 450 milioni […]

Seguici e resta aggiornato

17,824FansLike
3,702FollowersFollow

Leggi anche

La Festa della Rivoluzione, d’Annunzio torna a Pescara

Pescara, 31 agosto 2020 – Sette giorni di eventi per celebrare i 100 anni della Carta del Carnaro. La “Festa della Rivoluzione” torna a...

Tra i più letti

Conte annuncia abolizione del contante. “Sarà gentile e dolce”.

Per quanto riguarda il Cashless "vogliamo un'Italia piu' digitale, crediamo sia la strada per renderla piu' equa e inclusiva. Il contrasto all'economia sommersa, per rendere il...

Il filo ideologico che lega Bibbiano alla mamma multata a Reggio Emilia. Le dichiarazioni della Fangareggi.

Succede a Reggio Emilia, una mamma che è stata allontanata dal figliolo perché ritenuta inadeguata dai servizi sociali. Una di quelle tante storie di...

Migranti illegali costruiscono moschea abusiva nella sua proprietà. Residente greco di Lesbo denuncia alle autorità.

Una residente greca dell'isola di Lesbo ha presentato una denuncia dopo aver scoperto che i migranti illegali avevano costruito una moschea di fortuna sulla...

Articoli correlati

La Festa della Rivoluzione, d’Annunzio torna a Pescara

Pescara, 31 agosto 2020 – Sette giorni di eventi per celebrare i 100 anni della Carta del Carnaro. La “Festa della Rivoluzione” torna a...

Cinema: a settembre il sequel di “Shugaley”, raccontera’ cosa sta succedendo in Libia

Mentre l’Europa e gran parte del mondo erano alle prese con il lockdown, i processi geopolitici già in atto hanno continuato a dispiegarsi senza...

Seicento anni fa, il genio.

Firenze. Il 7 agosto 1420, l’ingegnere Filippo Brunelleschi iniziò la costruzione della Cupola del Duomo, adottando una soluzione arditissima, decisamente all’avanguardia per l’epoca: la...

Il 4 e 5 agosto ad Anagni la terza edizione del Festival di CulturaIdentita’

Si terra' ad Anagni martedi' 4 e mercoledi' 5 agosto il Festival di CulturaIdentita'. Per la terza edizione della kermesse, intitolata "La citta' dei...
1
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x