Il PNRR, i risultati italiani e la paradossale accusa del PD

Sul Piano di Ripresa e Resilienza, il governo sembra ormai sempre più spedito. A seguito dei già tanti primati italiani nell'attuazione del PNRR (prima Nazione a ricevere la quarta rata, prima Nazione a presentare la domanda per la quinta rata, lavori in stato avanzato già su sesta e settima rata), l'ennesima conferma della celerità e dell'efficacia sulla gestione dei fondi europei è arrivata direttamente dalla Commissione europea tramite autorevoli istituti di ricerca: l'Italia ha registrato il numero più elevato di milestone e di target conseguiti. In altre parole, l'Italia è la Nazione più efficiente grazie al raggiungimento del maggior numero di obiettivi: per ora 178 su 527. All'Italia seguono Spagna, con 121, e Croazia, con 104. Un risultato che, quindi, conferma il ruolo di primo ordine che la nostra Nazione è riuscita a ritagliarsi in questi primi 16 mesi di . Si dice soddisfatto Raffaele Fitto, ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il PNRR: “Il rapporto di oggi conferma – ha detto Fitto – che l'attuazione del PNRR italiano va avanti con grande efficacia e rapidità e che l'Italia è prima in Europa per obiettivi, riforme e investimenti realizzati”. Secondo Fitto, il successo italiano è avvalorato dal fatto che le informazioni provengono non solo dalla Commissione stessa, ma anche da un consorzio scientifico indipendente al quale l'Europa si è affidata per l'elaborazione dei dati. Il ministro ha inoltre sottolineato il “lavoro di squadra” del governo che ha permesso il raggiungimento di un tale risultato, considerando “questo ulteriore segnale positivo come uno stimolo a proseguire con efficacia e determinazione il nostro lavoro”.

Sembra quindi ormai lontana l'Italia dell'assistenzialismo sterile, dello sviluppo a rilento voluti dal Movimento Cinque Stelle e dal PD, che hanno devastato l'erario. Sono lontani anche i “warning” sul PNRR segnalati dalle opposizioni, preoccupate dal fatto che una possibile modifica del Piano avrebbe provocato la perdita dei fondi. Tuttavia, anche di fronte a mesi di risultati positivi, per le opposizioni è sempre una buona occasione per fare polemica. Una polemica surreale e paradossale aizzata dal capogruppo del PD al Francesco Boccia, per il quale l'esecutivo sarebbe carente nella comunicazione dei risultati. “Il ministro Fitto non viene in Parlamento, non aggiorna il Parlamento sullo stato del PNRR – ha detto Boccia – Abbiamo proteste da centinaia di amministratori sul territorio perché non ci sono più certezze su progetti che dovevano già partire ma sono in ritardo, a causa della grave responsabilità del governo”. Una polemica di fatto stroncata sul nascere, come ribadito da Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla : “Fanno tenerezza gli attacchi delle opposizioni che continuano ad augurarsi e a raccontare, risultando credibili ormai solo a loro stesse, di inesistenti problemi sulla gestione del PNRR da parte del governo Meloni. Alle sinistre non rimane più neanche lo ‘Io speriamo che me la cavo', perché – ha concluso Foti – anche la speranza ormai è venuta meno”.

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La Redazione de La Voce del Patriota

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