Il Prof: accusare Meloni di estremismo è operazione di ideologi di scarsa caratura.

Marco Gervasoni è professore ordinario di Storia contemporanea all'Università degli Studi del Molise, nostro commentatore ed editorialista de Il Giornale. Gli abbiamo chiesto un commento su quanto pubblicato oggi dal quotidiano "Il Domani", in un lungo articolo volto a dipingere Giorgia Meloni come un'estremista. Un articolo a nostro parere, ma non solo nostro, intriso di delirio ideologico.

Professore, ha letto l’articolo de “Il Domani” intitolato “L’estremismo mascherato di Giorgia Meloni”?

Il giornale di De Benedetti, da sempre vicino ai proletari, scopre che sarebbe fascista, addirittura la leader più estremista che si sia mai vista in Italia. Che novità, mi sono detto. Livello da centro sociale o da terrazze romane low brow. Invece l’operazione è seria, nelle intenzioni, anche se la tesi crolla come un castello di carte. Per portare avanti l’operazione “Domani” (crollato miseramente nelle vendite allorché doveva surclassare Repubblica) smuove l’ultimo reperto vivente di intellettuale organico sul modello togliattiano, l’economista Emanuele Felice, organico al Pd o meglio a una delle sue innumerevoli correnti (non chiedetemi quale) e in effetti la prosa, non molto felice, mi si passi la freddura, ricorda molto l’Unità anni settanta, tanto nello schematismo quanto nella pesantezza.

Un’operazione “infelice”, ma che prova a mimetizzarsi come analisi socio-culturale.

Felice riconosce che è “colta”. Ma non credo che l’autore possa rilasciare patenti di cultura visto che, nel sostenere la sua argomentazione, scivola in diversi svarioni. A cominciare da quello su Scruton, più o meno descritto come un naziskin allorché era un intellettuale conservatore rispettatissimo. Sul piano storico, è vero che Felice è docente di storia economica, ma questo non giustifica la riproposizione di letture storiche che sarebbero apparse invecchiate anche negli anni Settanta, quando l’autore è nato. Ad esempio considerare che la vittoria nella Grande guerra sia stata una catastrofe è un non sense, non è neppure un giudizio storico , a meno che non si parteggi per l’Austria o per la Germania. Allo stesso modo istituire un nesso tra patriottismo, nazionalismo e fascismo vuol dire non conoscere nel profondo della sua complessità la storia d’Italia. Ma neanche conoscere il fascismo, che non può essere classificato sic et simpliciter sotto la voce “nazionalismo” (e ci furono tendenze fasciste esplicitamente anti nazionaliste in quanto imperialiste). Quando poi l’autore si avventura sulla storia del comunismo e dell’Urss traspare il solito giustificazionismo , quello che aveva portato Zingaretti segretario in un libro a scrivere che l’Urss aveva contribuito a costruire la democrazia in Europa. Già, quale democrazia? Quella popolare sul modello Ddr.

L’autore dell’articolo sembra voler dare una o più lezioni alla e al suo partito.

Sul piano della storia delle idee e dei concetti, l’autore si mostra ancora più confuso. Dell’Illuminismo, che giustamente secondo noi non apprezza, Felice ha una conoscenza da manuale da liceo Mamiani. Peccato che esistano due illuminismi, quello continentale francese, da criticare, e quello inglese che dà origini anche ad un Edmund Burke. Alla fine per l’autore Meloni sarebbe estremista perché non è europeista federalista, non canta Bella ciao e non indossa le felpe delle Ong. In pratica, perché non è iscritta al Pd.

Poteva scriverlo risparmiandoci questo lungo e confusionario excursus pseudo storico.

La prova è talmente modesta che non richiederebbe commento se non fosse il sintomo di una operazione politicistica. Quella di classificare la sola opposizione al governo (di cui Felice è consulente) come estremista, di spaccare il centro destra tra buoni (berlusconiani e forse persino leghisti) e cattivi e insomma di creare un fronte repubblicano contro Fratelli d’Italia, come se Meloni fosse Le Pen. Una bella ammucchiata “antifascista” in cui a farla da padrone sarebbero gli eredi del Pci. Ma se gli ideologi di cui gli artefici di questa operazione dispongono sono di questa caratura, possiamo essere certi che si rivelerà un fallimento.


A margine dell’intervista registriamo anche l’intervento della diretta interessata, Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia che su Facebook dichiara: “Capito, sì? Io e Fratelli d’Italia saremmo un rischio per l’umanità, come Hitler. Ma quanto fa paura la nostra crescita a certo mainstream se pur di attaccarci sono costretti a scrivere simili idiozie?”

Ulderico de Laurentiishttp://www.uldericodelaurentiis.it
Direttore Responsabile de "La Voce del Patriota". Giornalista Pubblicista, laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa con un Master in Comunicazione Multimediale. Militante della destra politica fin da giovanissimo, appassionato di Cybercultura, osservatore curioso dell'Alt-right americana, cultore di Enogastronomia. "Per aspera ad astra"

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Cristina

E allora quello che vuole i militari chi è?

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