Il programma PD sui trasporti è del tutto fuori strada

“Un governo di queste destre rappresenterebbe un pericolo per l’Italia”, è un passaggio del programma elettorale 2022 del Partito Democratico.

Niente di meglio per rappresentare la propria strategia programmatica per la nazione nei prossimi cinque anni.

Non voglio entrare nel merito delle scelte politiche – comunicative, l’obiettivo di questo è riflettere sulle proposte avanzate dalla forza di governo attuale sul tema trasporti.

Dal programma si legge che “Gli investimenti infrastrutturali e di mobilità sostenibile, avviati dal governo Draghi, dovranno essere integrati con nuovi progetti di copertura territoriale”. Buffo sentire parlare di copertura territoriale dopo che nell’ultimo Decreto Legge “Infrastrutture e Trasporti” il Governo non ha fatto altro che premiare la struttura del MIMS dimenticando le opere incompiute in tutto il territorio nazionale, per una rimanenza di spesa di circa 1,2 miliardi di Euro. Oltre alle opere commissariate completamente ferme.

Un’altra azione riportata nel programma prevede il “monitoraggio e la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti – in particolare ponti, viadotti e gallerie – attraverso azioni programmate di manutenzione e adattamento alle pressioni indotte dai cambiamenti climatici”. Anche in questo caso occorre ricordare il comportamento dei precedenti Governi in tema autostrade ed strade secondarie. Sul tema autostrade come non ricordare la scellerata vicenda che ha visto la vendita di Aspi a CdP (e fondi connessi) dopo anni ed anni di incuria e mancata manutenzione dell’infrastruttura della rete nazionale. Oppure, dopo l’approvazione di un DL apposito (per dare il contentino alla Commissione Europea), in tema di smart road al fine di istituire in Italia le strade intelligenti funzionali ad un significativo innalzamento della sicurezza stradale in ambito urbano ed extraurbano. Ma anche su questo aspetto nulla, nonostante i rapporti annuali sui sinistri stradali evidenziano un aumento degli incidenti mortali e delle vittime.

“Vogliamo accelerare gli investimenti infrastrutturali che favoriscano il passaggio del trasporto delle merci dalla gomma al ferro e all’acqua e il completamento della sostituzione del parco circolante del trasporto pubblico locale con mezzi a zero emissione e ibridi”. In questi anni, ad eccezione di un trasferimento a pioggia di risorse per la sostituzione del parco rotabile, i Governi che si sono succeduti, sempre a guida PD (è bene ricordarlo), non hanno effettuato alcun intervento strutturale sul Trasporto Pubblico Locale. Un settore che denuncia 2 miliardi di euro di perdite e che attende da tempo la riforma del sistema (basti pensare che la Legge Quadro sul TPL risale al 1997, DL Burlando). Necessaria per lo sfascio diffuso.

Il programma del PD pubblicizza anche il “trasporto pubblico locale gratuito per giovani e anziani” senza evidenziare con quali misure e strumenti finanziari sia possibile recuperare le perdite di introiti delle aziende di TPL fermo restando che la quota principale di ricavi è proprio legata agli spostamenti dei giovani. Ulteriori perdite di risorse che andrebbero a sommarsi a quanto maturato in questi ultimi due anni di grave crisi.

Il testo programmatico torna ancora su un punto dolente del trasporto non di linea proponendo “l’offerta di biglietti unici, predisposti da intermediari online”. La battaglia che è stata condotta da una parte importante del sistema trasporti (taxi) sembra un ricordo lontano, il partito democratico ritorna sul punto che aveva destato innumerevoli perplessità tanto da prevedere lo stralcio sul DL Concorrenza.
Ma non è tutto. Il programma, ovviamente, interviene sul completamento delle “tratte ferroviarie ad alta velocità e alta capacità già programmate e potenziare il piano sulle linee regionali”, dimenticando che lo stesso Partito Democratico ha dimenticato l’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria e che il servizio ferroviario regionale è stato completamente abbandonato evitando che il Ministero fornisse linee guida ed indirizzi strategici per il territorio.

Ed ancora altro sulla mobilità ciclopedonale nelle città come azione strategica di sviluppo di un territorio che poco ha a che vedere con una strategia nazionale improntata alla crescita dei servizi di accessibilità.

Un plauso, però, è doveroso farlo. Il programma del PD non riporta alcun riferimento alla “mobilità alternativa”, ovvero tutte quelle soluzioni offerte con sistemi di micromobilità, nonostante l’ultimo Governo dimissionario abbia prorogato di ulteriori dodici mesi il termine di conclusione della sperimentazione della circolazione su strada.

Voglio soltanto ricordare come l’ultimo report di ISTAT sull’incidentalità stradale abbia evidenziato il quadruplicamento degli incidenti e dei feriti avvenuti nel 2021 in cui sono stati coinvolti monopattini e simili. Un passo indietro dopo le disastrose azioni proposte dai Ministri Toninelli e De Micheli.

Marco Foti
Marco Foti
Marco Carmine Foti Dirigente Nazionale Dipartimento Trasporti Fratelli d’Italia

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