Ubermensch è il termine corretto ad indicare colui che avrà il compito di diventare l’exemplum. Ma di cosa dovrà diventare l’esempio ? E chi dovrà assolvere a questo compito ? Nietzsche ha provato a dare una sua interpretazione. Il Superuomo, meglio tradotto come “Oltreuomo”, deve essere quanto di più vicino ci sia alla perfezione divina in terra. Un essere nuovo che sa discernere il Bene dal Male dal momento che, in passato, è stato in grado di vivere sia l’uno che l’altro sentimento. Ha imparato a conoscerli. Ha imparato ad apprezzarne i pregi ed ad evitarne i difetti.

Ma il Superuomo non è uno specula principis, non è un uomo sempre buono, un uomo sempre bonaccione con tutti coloro che gli mettono i bastoni fra le ruote. Il Superuomo è colui che è riuscito a fondere completamente la sua idea, il suo ideale con il suo essere persona. Una cosa unica, inscindibile. Non solo, insomma, non deve essere contraddittorio ma retto e quanto mai deciso in tutto quello che fa o dice, ma il Superuomo deve essere esso stesso il leader della sua idea. Spieghiamoci meglio, la differenza sostanziale tra boss e leader sta nella sua posizione della gerarchia sociale. Il boss controlla dall’alto ed impartisce ordini che devono categoricamente essere rispettati. I meriti vanno solo a lui, i demeriti si devono, invece, ripartire tra tutti gli operatori. Il leader è colui che, tra tutti gli altri – un primus inter pares -, si pone alla guida dei compagni e li conduce alla realizzazione di un progetto, sia esso di lavoro, di vita o di costume.

Il Superuomo è colui che cerca il suo nemico. La paura non va mai nascosta, messa da parte o evitata. Bisogna essere in grado di fronteggiarla. Questo non significa, come molti potrebbero pensare, diventare dei Terminator ossia diventare soggetti quanto mai irascibili e privi di senno. Al contrario, essere un Superuomo significa saper scindere quello che è giusto da quello che è sbagliato sapendo, in ogni momento, come rispondere a chi lo fronteggia. Non è sempre giusto, infatti, ribattere o controbattere. A volte, al contrario, il silenzio è l’arma che più deve essere utilizzata. Un’arma letale, che fa apparire mansueti ed inermi quando, al contrario, si sta solo elaborando e metabolizzando una risposta ed un atteggiamento che siano superiori al mero botta e risposta.

E’ proprio questa la parola che bisogna cogliere: superiore. Essere superior nei confronti di qualcun altro non significa assumere un comportamento razzista ma, quanto più, oligarchico. Non tutti, infatti, possono diventare Superuomini e, di conseguenza, non tutti sanno cosa voglia dire essere un Superuomo e cosa ne comporti. Chi già lo diventa può mostrare la via, impervia e caotica ma difficilmente potrà essere un maestro di vita. Ognuno, infatti, è diverso l’uno dall’altro sia per comportamento che per atteggiamenti.

Ecco che, quindi, questo Meta – umano è pronto a lottare per la sua figura, per il suo ideale. Un’avventura, la sua, che si spinge lontano dal più democratico dei pensieri, dal più paritario ed ugualitario. Al contrario, l’unica necessità è quella di emergere, anzi, risorgere dalla plebe per puntare ad maiora.