Il tempo sta finendo: gli esperti avvertono che il Coronavirus è al ‘punto di svolta globale’

Apri la TV e, in orario insolito, parte una edizione speciale del TG. Si parla di Coronavirus, ovviamente. Ti fanno vedere le immagini di una decina di paesi tra Lombardia e Veneto ridotti a territori spettrali dove non va in giro nemmeno un cane. Poi le immagini cambiano e assisti a file di persone in attesa di entrare al supermercato per fare incetta di tutto, dai disinfettanti ormai introvabili, alle mascherine più introvabili ancora, e allora verso cibo in scatola, acqua minerale e via discorrendo, come il manuale dei “si salvi chi può” illustra.

Non è finita. Sullo schermo si succedono folle di esperti, virologi, medici, studiosi di pandemie, pezzi grossi del governo e qualche trombone dell’OMS. Ognuno di loro sparge perle di saggezza ma alla fine ti accorgi che nessuno di loro ha detto niente di nuovo. C’è da lavarsi le mani il più spesso possibile; puoi usare la metro se non la chiudono, idem per cinema e teatri; meglio non andare al pronto soccorso ma attendere previo chiamata che siano loro a venire da voi; il cane e il gatto di casa possono essere riammessi perché non hanno niente a che fare con il contagio; dei tre morti italiani tutti erano sopra la sessantina e una di loro aveva già di suoi gravi patologie, eccetera, eccetera…

Insomma, niente di nuovo sotto il sole se non fosse che stando attenti a quello che riferiscono i tanti giornalisti sul campo, qualcosina d’interessante rischi di apprenderla, e magari non ti fa nemmeno piacere, come i veri tempi di quarantena del Coronavirus.

All’inizio qualcuno ha stabilito che sarebbero bastati 14 giorni, perché in quel lasso di tempo se fossi stato contagiato i sintomi sarebbero venuti alla luce. Ora, da successive osservazioni, sembra non sia così. Probabilmente 14 giorni sono il tempo medio d’incubazione, un tempo che però può essere ampiamente superato come hanno dimostrato vari casi tra Cina e Corea. L’ultimo di ieri parla di un uomo cinese che avrebbe mostrato i primi sintomi dell’infezione ben 27 giorni dopo il contagio. Poi veniamo all’indice di mortalità. Tutti a dire che è bassissimo, molto ma molto più basso di quello di un’influenza normale, e allora sembra spontaneo chiedersi perché quando parte l’influenza stagionale e si riscontrano i primi casi a Cologno Monzese non si siano  mai sognati di mettere il comune sotto un vero e proprio coprifuoco h24. E poi, quest’ultima notiziola in cui si riferisce di parecchi casi di ricadute tra i considerati guariti?

A questo punto, sarà o no spontaneo pensare che con questo virus, secondo qualcuno addirittura scappato da chissà quale laboratorio del piffero, non ci capisca niente nessuno? Così quando, inevitabilmente, dopo questi servizi terrorizzanti arriva il premier Conte, con tanto di golfino alla Kennedy, a dirti che sì, okay, è un macello, che non sanno che pesci prendere, ma che comunque non devi cadere nell’allarmismo o avere paura, che ti protegge lui,  ti viene proprio da ridere. E allora capisci che sono bravi a gestire il problema: basta “buttarlo in caciara” come dicono a Roma, e tutto va.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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