Il vizietto di Fratoianni: Sinistra Italiana occupa immobile popolare. Proprio come la Salis

La sinistra esorta a delinquere? Certo non arriveremo a sostenere una tale tesi. Ma è indubbio che, in riferimento a certi tipi di reato, si fa vivo, dalle fasce più moderate a quelle più radicali, fino ovviamente arrivare all'estremismo, una sorta di atteggiamento di comprensione. O sottoforma di tacita approvazione, che non afferma ma neppure nega. Oppure sottoforma di vere e proprie manifestazioni di giustificazione, se non di esaltazione, del reato commesso e della persona che l'ha commesso. Quasi, in Italia, si è venuto a creare un pericoloso quanto odioso precedente: quello secondo il quale a forza di delinquere, magari anche venendo accusati di aggressione oltre i confini italiani, si viene candidati nelle liste della sinistra per avere un posto al Parlamento europeo e godere dell'immunità, conquistando così un bel lasciapassare. Dopo il caso Salis, chissà se la sinistra continuerà a candidare delinquenti con accuse gravi anche al di fuori del suolo italiano. Tra i possibili papabili per le prossime elezioni, qualcuno ha già pensato ad Alfredo Cospito, se il suo caso tornerà di nuovo alla ribalta della . E chissà quanto siamo ironici.

La Salis rivendica le occupazioni

Il problema è che nessuno abbia avuto l'intelligenza, o anche solo la correttezza, di prendere le distanze da certi reati commessi. Ammesso che pestare e usare la violenza fisica contro dei militanti di estrema destra (cosa di cui è accusata) sia un cimelio da portare in alto quasi come una medaglia olimpica, almeno la Salis e i suoi “padri politici” (e che padri: Fratoianni e Bonelli) avrebbero potuto prendere le distanze da tutti gli altri reati commessi dall'“attivista”. E invece, il grave di questa enorme questione, che sembra non avere mai una fine decorosa, dal momento che l'occupazione di immobili popolari (di cui è accusata la Salis) è diventato un altro di quei reati da poter commettere liberamente. Anzi, quasi un diritto di derivazione anarchica ed eversiva, contro lo Stato che non ci aiuta. E a discapito della famiglia, dei bambini, degli anziani, che ne avevano realmente diritto. Salis l'ha commesso e l'ha rivendicato. Fratoianni almeno l'ha soltanto avallato.

E pure Fratoianni ci è cascato

E invece no. Quella di Fratoianni non è solo teoria, non è soltanto un principio a cui ispirarsi, un modello di riferimento da seguire. Anche Fratoianni ha lo stesso vizietto della Salis: occupare abusivamente degli alloggi. In questo caso, in nome del suo stesso partito, Sinistra Italiana. È infatti emerso dal bilancio 2023 pubblicato sullo stesso sito del partito che tra le passività compaiono 73mila euro per un contenzioso con l'Inps “a fronte di una asserita occupazione abusiva di un immobile di proprietà dell'istituto (l'Aler, Agenzia Lombarda per l'Edilizia Residenziale, ndr) da parte di un circolo territoriale”. Secondo Open, si tratterebbe di un'occupazione risalente al 2016. E oltre a questo, 26mila euro formerebbero il totale delle multe per affissione abusiva di manifesti.

C'era da aspettarselo

Dunque, ora si capisce perché Fratoianni ha difeso a spada tratta la Salis dopo la notizia del suo debito di 90mila euro da dover versare all'Aler. E chissà se salderà il suo debito prima o poi con il suo nuovo stipendio da parlamentare europeo che si ritroverà all'improvviso sul conto come una benedizione divina. Ecco che diventa sempre più difficile, allora, cercare delle spiegazioni dai vertici del partito, che pure, a quanto pare, si sono divertiti a perpetrare lo stesso reato commesso dalla Salis. Potremmo, piuttosto, chiedere che il resto della sinistra prenda le distanze da certe azioni, che non dovrebbero appartenere a una democrazia. Ma cosa potremmo mai aspettarci da chi fa striscioni addirittura contro il Papa o che tenta di giustificare gli spacciatori (è infatti notizia che il neoeletto sindaco di Pesaro vorrebbe reinserirli nel mondo del lavoro). Nulla di nuovo, insomma: soltanto la sinistra che si indigna per tutto ma che giustifica persino dei reati.

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