Immigrazione, Meloni in visita in Libia: continua il lavoro sul Piano Mattei

Questa mattina Giorgia si è recata a Tripoli, in Libia, dove è stata accolta dal primo ministro del governo di unità libico Abdulhamid Dabauba. Al fianco del nostro presidente del Consiglio ci sono il ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il ministro della Salute Orazio Schillaci, e il ministro dello Sport e per i Giovani Andrea Abodi. Un incontro che rientra nel quadro del contrasto all' clandestina e, più in generale, nel più vasto contesto del Piano Mattei, a dimostrazione che la conferenza di presentazione del progetto di gennaio scorso, a cui hanno partecipato i rappresentanti dei Paesi africani coinvolti e anche i vertici delle Istituzioni europee, non resterà un caso isolato e neppure una mera cattedrale nel deserto: il continua affinché venga allargato il coinvolgimento verso tutti gli attori in campo, capaci di svolgere un ruolo di e al contempo ottenendo benefici dal piano fortemente voluto da , grazie alla sua “vocazione africana” riconosciuta anche dalla stampa internazionale.

Le dichiarazioni di intenti

L'Italia si trova in buoni rapporti con lo Stato libico: la nostra Nazione è infatti il secondo fornitore della Libia, l'interscambio commerciale è valutato a circa 9 miliardi di euro, le aziende italiane investono sul territorio e implementeranno i lavori proprio grazie al Piano Mattei. In più, anche nel settore sanitario la collaborazione non è mai mancata: alcuni milioni di euro sono stati stanziati per la costruzione di ospedali sul suolo libico e per la formazione del personale sanitario. In tema accademico, invece, sarà portata avanti la cooperazione nella ricerca scientifica e, sul versante delle politiche giovanili, si sfrutteranno i programmi come Erasmus+. A tal fine, i tre ministri che hanno accompagnato Giorgia Meloni hanno firmato una dichiarazione d'intenti congiuntamente ai propri omologhi libici: sul versante sanitario, ad esempio, si favorirà un maggiore accesso a quelle cure, specialmente per i malati in giovanissima età, ritenute indifferibili in Italia, continuando poi a lavorare sulla formazione del personale degli nosocomi; in merito alle università, andrà avanti la ricerca su tematiche chiave per entrambi gli Stati come la blue economy, le energie rinnovabili e la valorizzazione del patrimonio culturale; per lo sport e i giovani, si provvederà ad assistere la riqualificazione delle infrastrutture sportive e allo sviluppo di progetti di volontariato e di inclusione giovanile.

In Italia si entra solo per vie legali

Il fulcro fondamentale dell'incontro sarà tuttavia sulla gestione dei flussi migratori, su cui è attesa una implementazione della cooperazione tra Italia e Libia. Non a caso, l'incontro odierno tra i due capi di governo succede a una visita istituzionale da parte del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi risalente allo scorso due maggio ai suoi omologhi di Tunisia e Algeria. In una nota diffusa da Palazzo Chigi, si legge che “nel corso della missione, il Presidente del Consiglio ha espresso apprezzamento per i risultati raggiunti dalla cooperazione tra le due Nazioni in ambito migratorio. In questa prospettiva, per il Presidente Meloni permane fondamentale intensificare gli sforzi in materia di contrasto al traffico di esseri umani, anche in un'ottica regionale, e in linea con l'attenzione specifica che l'Italia sta dedicando a questa sfida globale nell'ambito della sua Presidenza G7”. Per garantire un maggior controllo dei flussi migratori, sarà tuttavia fondamentale eliminare le ingerenze straniere sul territorio nord-africano e garantire maggiore stabilità alle Nazioni che si affacciano sul Mediterraneo. In questo senso, l'incontro con il generale dell'Esercito nazionale arabo di Libia Khalifa Belqasim Haftar va proprio in questa direzione: liberare la Libia dall'occupazione delle milizie russe e favorire il dialogo tra lo Stato africano e l'Unione europea. Nella nota si legge inoltre che “con i suoi interlocutori, il Presidente del Consiglio ha discusso anche dell'importanza di indire le elezioni libiche presidenziali e parlamentari, nel quadro della mediazione delle Nazioni Unite che va rilanciata. L'Italia, in tal senso, continuerà a lavorare per assicurare una maggiore unità di intenti della Comunità internazionale e per promuovere la cooperazione tra Libia e Unione Europea”. L'unità politica libica sarà dunque fondamentale per le sorti del Mediterraneo, per scongiurare il rischio, sempre presente, che potenze straniere incentivino una immigrazione senza sosta al solo fine di indebolire il nostro Stato e l'intera democrazia europea. Bisogna, insomma, giocare d'anticipo, e il Piano Mattei è il mezzo migliore per farlo: per questo motivo, l'impegno del governo sulla sua attuazione e la celerità con cui viene attivato e messo in funziona dimostra tutta la volontà dell'esecutivo guidato da Fratelli d'Italia di combattere l'ingresso clandestino dei in Europa, mediante l'ausilio della criminalità organizzata e dei trafficanti di esseri umani. In Italia e in Europa, grazie al , si entrerà soltanto per vie legali.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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