Immigrazione, Rampelli (VpC-FdI): le Nazioni sul Mediterraneo si uniscano per affrontare il dramma

“Fa piacere che il presidente della Repubblica stia facendo di tutto per far superare questo momento di incomprensione con la Francia. L’Italia non ha alcun interesse a bisticciare con le Nazioni che per ragioni energetiche, economiche o migratorie dovrebbero stare dalla stessa parte. Credo comunque che questo incidente diplomatico sia stato generato soprattutto da ragioni politiche interne alla Francia. È inverosimile che un ringraziamento a Macron per aver voluto accogliere una nave per la prima volta in un porto francese possa scatenare tanta aggressività”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo a Omnibus su la7.

“Ci auguriamo che le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo- ha aggiunto- si uniscano per affrontare insieme il dramma dell’immigrazione, difendere i confini meridionali del continente, distinguere i nuclei familiari che fuggono da guerre e persecuzioni dagli immigrati economici, sconfiggere trafficanti di esseri umani e scafisti, evitare che l’ irregolare soppianti quella regolare di cui tutti hanno bisogno. Vedremo cosa accadrà nel G20 a Bali”

“Tutti oramai ci siamo resi conto che le modalità fin qui attuate sono del insufficienti -ha osservato- e va messa in campo un’altra strategia che prevede investimenti europei in Africa per garantire sviluppo e benessere e hot spot gestiti da organismi internazionali in nord Africa”.

Secondo Rampelli “i che arrivano in Germania sono per lo più ucraini oggi e siriani ieri, cioè rifugiati de facto. Da noi arrivano invece soprattutto immigrati economici così come certificano le commissioni prefettizie che ne esaminano lo status”.

“E comunque – ha concluso Rampelli al di là dell’internazionale del sovranismo, troppe volte citata a vanvera, c’è l’internazionale dell’egoismo, rappresentata dai Paesi dell’Europa settentrionale, che fa molti più danni all’Ue come dimostrano l’impossibilità di apporre un tetto al prezzo del gas per difenderci dall’aggressione speculativa, le resistenze sulla riforma del patto di stabilità, ieri il veto sul Recovery fund”.

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