Imprese. Ricchiuti (FdI): governo e ministro Franco garantiscano ‘contributo perequativo’. No a beffa e presa in giro

“Il contributo «perequativo» è l’indennizzo previsto dal “Sostegni bis” erogato per l’emergenza Covid-19. Imprese e titolari di partite potevano richiederlo entro il 31 dicembre. Un decreto, il 73/2021, convintamente appoggiato anche da Fratelli d’Italia commisurato al peggioramento del risultato economico 2020 rispetto a quello 2019, al netto degli altri contributi a fondo perduto già percepiti per l’emergenza Covid. Questa misura rischia di essere una enorme beffa e presa in giro per la stragrande maggioranza delle attività produttive, in quanto per accedere allo stessa era previsto l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al 2020 entro il 30 settembre 2021, mentre la scadenza di legge per questo adempimento era stata prorogata al 30 novembre 2021 proprio per dare maggior tempo e respiro ad imprese e professionisti per via dell’emergenza sanitaria. Mi sembra assurdo e anche tendenzioso che pur rispettando i termini di legge non possano usufruire del sostegno economico del fondo perequativo. Fratelli d’Italia chiede urgentemente al governo e al ministro Franco che vengano accolte tutte le domande senza provocare ulteriori danni alle attività economiche già duramente colpite da nuove restrizioni, cali di fatturato e aumenti esponenziali delle utenze di energia elettrica e gas”.

Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile del Dipartimento Imprese e Mondi produttivi.

2 Commenti

  1. Dato che la dichiarazione dei redditi 2021 per via telematica doveva essere presentata entro il 30 novembre, perché il contributo perequativo spetta solo a chi, pur intestatario di partita Iva e avente i requisiti necessari, ha inoltrato la propria dichiarazione entro il 30 settembre 2021?
    Pensando ai lavoratori autonomi magari non in grado di avere un consulente fiscale, condizione che l’agenzia delle entrate sta facilitando nel migliorare sempre di più i servizi telematici, se questa è una legge fatta per la comodità del legislatore al fine di avere una stima dei fondi necessari non vi sembra che sia un modo piuttosto antidemocratico e discriminante?
    Non vedo altri motivi del selezionare con una data limite, se non l’inadeguatezza nel poter gestire l’intero universo delle domande degli aventi diritto.
    Tra l’altro la comunicazione, da quanto io stesso ho scoperto dopo, non è avvenuta in maniera chiara laddove, sul portale dell’Agenzia delle Entrate, erano riportati i termini per la scadenza della presentazione delle dichiarazioni.
    Ho paura che una buona fetta di contribuenti onesti possa restare fuori da un contributo che, a mio parere, dovrebbe riguardare tutti coloro che effettivamente hanno avuto il forte disagio economico a causa della pandemia e che si sono comportati diligentemente rispettando i termini legali per la presentazione della loro dichiarazione dei redditi.
    E’ fortemente ingiusto, anche se con dei decreti e una legge pubblicati sulla Gazzetta con termini prima non citati, poi dichiarati e successivamente modificati nei vari decreti successivi, tagliare fuori chi doveva essere tutelato maggiormente e non è stato allertato chiaramente e correttamente. Sulla legge mi pare poi che compaia poi addirittura ancora la data limite del 10 settembre, ma posso sbagliare perché non sono un esperto della materia.
    Il parlamento europeo ammetterebbe una selezione così arbitraria dei cittadini e delle aziende oneste aventi diritto al fondo?
    Grazie.

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